Sabato 22 agosto 2026, ore 23:15

Meeting di Rimini

Il Papa: prima dei confini ci sono le persone

Presenza record di oltre 60 mila persone al Meeting di Rimini. Il pontefici è stato accolto da un bagno di folla. «La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo», ha sottolineato il Papa sottolineando che Cl non ha fatto del Meeting «una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini. Ringraziamo il Signore per questa eredità viva, che vi dà una grande responsabilità storica, nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un'umanità che ha fame e sete di giustizia».

Il Papa lancia un appello al Meeting affinché affinché si costruisca un nuovo modello di società: «Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l'educazione dall'ideologia, il lavoro dall'idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte». «Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti».

Leone XIV ha poi inviato il suo messaggio di speranza: «Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l'alienazione e la disperazione, l'altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia». Poi, citando la sua enciclica Magnifica Humanitas, ha aggiunto: «In un mondo attraversato da tante manovre che puntano a conquistare mercati e spazi di influenza, spesso rivestite da retoriche rassicuranti e costruzioni ideologiche seducenti, il nostro cuore avverte il bisogno di scoprire un disegno diverso, sapiente e benevolo». 

Il Pontefice ha quindi rivolto un appello particolare ai giovani: «Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, 'l'amor che move il sole e l'altre stelle - ha detto Leone citando il titolo di questa edizione del Meeting - sospinge ancora alla speranza». «Mettetevi in gioco! Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell'intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti!».

Il Papa chiede al popolo di Cl di mettere in primo piano sempre l'amore e la libertà. «Ad ogni latitudine, in particolare ai margini e fra coloro che soffrono, troverete chi è già pronto a costruire la civiltà dell'amore. Non permettete a nessuno di sminuire questa parola, che è il nome stesso di Dio: 'Dio è amorè. Nell'amore non c'è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C'è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé».
E ha ribadito che un cristiano dà l'esempio, non fa proselitismo. «Come hanno ripetuto più volte i miei Predecessori, 'la Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per attrazionè», ha detto Prevost rilanciando le parole di Benedetto XVI.

( 22 agosto 2026 )

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