Martedì 13 ottobre 2026, ore 17:01

Fao

L'innovazione al servizio delle sfide di domani

Innovare oggi per nutrire il domani: è la sfida lanciata dal “World Food Forum 2026”, che si è aperto a Roma. L'evento più importante della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, giunto alla sesta edizione, anche quest'anno registrerà la presenza di leader di governo, ricercatori, scienziati, investitori, rappresentanti del settore produttivo e delle comunità agricole locali, per comprendere come la scienza, la tecnologia, l’innovazione e le conoscenze tradizionali possano contribuire ad affrontare sfide globali sempre più complesse legate a settori fondamentali come l'alimentazione e l'agricoltura. Ad aprire i lavori il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, che ha sottolineato come ogni azione fatta oggi sia capace di determinare se i sistemi agroalimentari di domani saranno in grado di nutrire veramente un mondo in crescita e in continua evoluzione, sottolineando l'importanza della tecnologia da utilizzare per pensare, progettare e collaborare. Come evidenziato dal direttore generale, è fondamentale “non solo lavorare alle soluzioni ma anche sulle infrastrutture, sulle opportunità e coltivare le generazioni che possano sostenere le sfide del futuro". Tra queste la sicurezza alimentare, “una delle più grandi sfide globali”, come dichiarato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che, intervenendo all’evento con un videomessaggio, ha ribadito la volontà dell'Italia di fare la sua parte e di “assumersi le proprie responsabilità, mettendo a disposizione le competenze maturate dalla nostra filiera agroalimentare”. Malgrado la fame nel mondo sia diminuita per il terzo anno consecutivo, ha aggiunto Meloni, “645 milioni di persone ancora la soffrono e il numero più alto vive in Africa. Non manca la terra, ma gli strumenti per farla fruttare”.

E in tale contesto, per il presidente del Consiglio, un ruolo importante può essere giocato dal Piano Mattei, che punta a “ridurre la malnutrizione, creare lavoro per i giovani e rendere l’agricoltura più resistente al clima in tutto il continente africano”, attraverso “la modernizzazione del settore agricolo, con l’obiettivo di rafforzare le produzioni locali e la sovranità alimentare”.
Importante è stato anche l'intervento della presidente “ad interim” del Venezuela, Delcy Rodriguez, secondo la quale per affrontare sfide difficili come fame e povertà sia necessario un sistema internazionale in grado di “cooperare anche al di là delle differenze” perché “dove ci sono differenze tra Stati, il dialogo e la diplomazia devono prevalere e dove c’è la fame, la nostra responsabilità è quella di trovare soluzioni comuni”. Rodriguez ha, anche, invitato la comunità internazionale a non rendere mai il cibo uno strumento di pressione ma ad attuare “politiche pubbliche inclusive, e anche produzione, investimenti, scienza, tecnologia, finanziamenti, cooperazione e pace”, portando come esempio il proprio Paese, che è riuscito a “risollevarsi e guardare avanti con fiducia e speranza”, grazie anche all’aiuto fornito in occasione del terremoto di giugno dal Programma alimentare mondiale (Pam) che la stessa Rodriguez ha voluto ringraziare.
Nella prima giornata dell'evento, che proseguirà fino al 16 ottobre, la Fao ha anche dato il via al Forum Globale dei giovani 2026, che riunisce ragazzi provenienti da tutto il mondo con l'obiettivo di promuovere azioni mirate a rendere i sistemi agroalimentari più sostenibili, inclusivi e resilienti, attraverso una partecipazione sempre più massiccia, così come auspicato nella cerimonia di apertura dal direttore generale della Fao, Qu Dongyu.

Anna Taverniti

(Foto di Matthew TenBruggencate su Unsplash)

( 13 ottobre 2026 )

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