Martedì 4 agosto 2026, ore 17:43

Sicurezza

La lunga notte dei Campi Flegrei

Il terremoto di magnitudo 4.7 che il 31 luglio ha scosso i Campi Flegrei ha riportato il territorio in uno stato di allerta che ormai sembra non conoscere tregua. Dieci edifici compromessi, sette attività commerciali chiuse, verifiche ancora in corso sull’ex area Olivetti e 144 famiglie costrette a lasciare le proprie case: numeri che fotografano solo una parte di una comunità che da due anni vive sospesa tra bradisismo, scosse improvvise e una quotidianità sempre più fragile. La paura è tornata a farsi sentire con forza. L’ultima scossa ha interrotto routine e lavoro, ha riaperto ferite che non si erano mai del tutto chiuse. I residenti chiedono risposte, non rassicurazioni di circostanza. “Diteci se possiamo restare qui in sicurezza o se dobbiamo andare via, ma con una sistemazione definitiva”, ripetono. La richiesta è semplice: sapere cosa li aspetta, smettere di vivere nell’incertezza. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, parla di una situazione “in continua evoluzione” e rivendica il lavoro congiunto delle istituzioni. Il Governo segue da vicino gli sviluppi: il ministro Musumeci ha effettuato un sopralluogo nell’area, mentre il ministro dell’Interno Piantedosi mantiene un raccordo costante con Prefettura e Protezione civile. Regione, Città metropolitana e Comuni sono mobilitati per garantire interventi rapidi, ma la sensazione diffusa tra i cittadini è che il territorio abbia bisogno di un cambio di passo. La Cisl Napoli, che non usa mezzi termini: la sicurezza deve essere la priorità assoluta. La segretaria generale Melicia Comberiati chiede controlli più serrati sugli edifici pubblici e privati, verifiche accelerate di vulnerabilità, piani di emergenza realmente operativi e un’assistenza dedicata alle fasce più fragili, dagli anziani alle persone con disabilità. Ma il sindacato punta i riflettori anche su chi ogni giorno lavora in strutture potenzialmente esposte ai fenomeni del bradisismo. Migliaia di lavoratori che, spesso in silenzio, affrontano la stessa paura dei residenti. Per loro la Cisl chiede verifiche puntuali, piani di evacuazione aggiornati e procedure condivise con Rls, Rsu e rappresentanze sindacali. E non solo, accanto al tema della sicurezza, la Cisl Campania e Napoli hanno lanciato un appello urgente alla Regione e ai Comuni: sospendere le trattenute Irpef sui redditi da lavoro dipendente e da pensione per i cittadini le cui abitazioni sono state dichiarate inagibili. Una misura straordinaria, già adottata in altre calamità naturali, che permetterebbe alle famiglie di affrontare spese improvvise per trovare una sistemazione alternativa e riorganizzare la propria vita. “L’inagibilità della casa genera un disagio economico e sociale enorme”, sottolineano il reggente Mattia Pirulli e Melicia Comberiati. Per questo il sindacato chiede che il provvedimento sia automatico, senza ulteriori passaggi burocratici. “In momenti come questo - affermano - è fondamentale che alle difficoltà non si aggiungano lungaggini amministrative. Le istituzioni devono rispondere con tempestività e vicinanza concreta, affinché nessuno venga lasciato solo ad affrontare le conseguenze del sisma”.
Raffaella Cetta

( 3 agosto 2026 )

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