Sabato 13 giugno 2026, ore 13:28

Giornata mondiale 

Lavoro minorile, 138 milioni di vittime nel mondo  

Tra il 2020 e il 2025, il numero di minorenni (15-17 anni) che lavorano in Italia è più che raddoppiato, passando da 35.505 a 81.565. Il dato è presente nel rapporto statistico elaborato da Unicef Italia in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, istituita nel 2002 dall’Ilo. ”Cartellino rosso al lavoro minorile: Fair Play per i bambini, lavoro dignitoso per gli adulti”, il tema di quest'anno, pone l'accento sulle politiche che prevengono il lavoro minorile e sostengono il ritiro e il reinserimento dei bambini coinvolti attraverso un'istruzione di qualità, una tutela sociale universale, un lavoro dignitoso e mezzi di sussistenza adeguati per gli adulti, leggi e loro attuazione più severe, sistemi di monitoraggio e raccolta dati più efficaci e politiche più responsabili nell'agricoltura e nelle catene di approvvigionamento globali. Azioni estremamente urgenti, poiché l'Ilo riferisce che 138 milioni di bambini sono ancora vittime del lavoro minorile in tutto il mondo, quasi 54 milioni dei quali impegnati in lavori pericolosi. E sottolinea la necessità fondamentale di sforzi più incisivi e coordinati per raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile che richiede l'eliminazione del lavoro minorile in tutte le sue forme e la protezione dei bambini dallo sfruttamento economico. Secondo Ilo e Unicef la maggior parte del lavoro minorile è concentrata nel settore agricolo, che rappresenta oltre la metà dei casi a livello globale, seguito dai servizi e dall'industria. Inoltre, la pandemia di Covid-19 prima e la guerra in Iran ora hanno contribuito all'aumento del lavoro minorile, poiché hanno spinto le famiglie vulnerabili in una povertà ancor più profonda.
Nel suo messaggio per la Giornata mondiale Mattarella sottolinea: ”I progressi compiuti negli ultimi 25 anni dimostrano che il cambiamento è possibile: il numero dei minori coinvolti nel lavoro minorile è diminuito da 246 a 138 milioni. Tuttavia l'obiettivo dell'Agenda 2030 che prevedeva l'eliminazione del fenomeno entro il 2025 non è stato raggiunto. Oltre 54 milioni di bambini continuano infatti a svolgere attività pericolose che mettono a rischio la loro salute, la loro sicurezza e il loro sviluppo. Il problema interessa tutti i continenti e assume forme diverse, spesso difficili da individuare e contrastare”. Anche in Italia ”il lavoro minorile trova terreno fertile nel lavoro sommerso, nello sfruttamento attraverso le piattaforme digitali, nella dispersione scolastica e nelle situazioni di maggiore vulnerabilità economica e sociale. Particolarmente drammatica è la condizione dei minori vittime di tratta, costretti al lavoro forzato, all'accattonaggio, allo sfruttamento sessuale e ad altre forme di abuso che negano i diritti fondamentali, riconosciuti anche dalle convenzioni internazionali e dalla legislazione nazionale. Di fronte a questa realtà, la scuola è il più efficace strumento di prevenzione, recupero, inclusione. A questo devono potersi affiancare sistemi di protezione efficaci, di sostegno alle famiglie. Ogni bambina e ogni bambino sottratti alla strada e allo sfruttamento, restituiti alla scuola, rappresentano una vittoria per la società”".
E a tale proposito il ministro dell'Istruzione Valditara sottolinea l'importanza dei risultati raggiunti dall'Italia nel contrasto alla dispersione scolastica e nella tutela dei diritti dei minori: ”Aver recuperato mezzo milione di studenti fra il 2023 e il 2025 è il contributo più importante alla lotta contro il lavoro minorile”.
Sempre sul fronte lavoro l’Istat fa sapere che nel primo trimestre il numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 207 mila, aumenta su base congiunturale (+67 mila, +0,3% sul quarto trimestre 2025). Il tasso di occupazione salito al 62,7% (+0,2 punti sul trimestre precedente) nel primo trimestre dell'anno risulta il livello più alto dall'inizio delle serie storiche trimestrali dell'Istat (partite nel 2004), mentre il tasso di disoccupazione sceso al 5,3% (-0,4% punti sul trimestre precedente) è il livello più basso. Più nel dettaglio, nel primo trimestre l'occupazione cresce soltanto tra gli indipendenti (+238 mila, +4,7% in un anno), mentre si riduce il numero di dipendenti a tempo indeterminato (-81 mila, -0,5%) - dopo diciotto trimestri di crescita ininterrotta - e prosegue il calo dei dipendenti a termine (-107 mila, -4,2%), seppur dimezzato rispetto allo scorso trimestre. La crescita del numero di inattivi di 15-64 anni risulta più intensa rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 12 milioni 551 mila unità (+320 mila, +2,6% in un anno).
Giampiero Guadagni

( 12 giugno 2026 )

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