Lunedì 22 giugno 2026, ore 20:33

Anziani

Longevità e benessere: le sfide di domani

Di fronte al rapido invecchiamento della popolazione, con nuove sfide legate all'aspettativa di vita in buona salute, che si registra anche dopo i 65 anni, i sistemi di cura si trovano di fronte a situazioni nuove alle quali adeguarsi e dare risposte che riescano a soddisfare i nuovi bisogni. E proprio per affrontare la condizione dell'assistenza agli anziani nei Paesi dell'Europa centrale e orientale nel prossimo futuro, l'Università Tor Vergata di Roma e la Fondazione Età Grande, con il supporto del ministero degli Affari Esteri, hanno organizzato il workshop dal titolo “Invecchiamento e domanda di cura nell'Europa centrale e orientale: sfide e possibili risposte nei prossimi dieci anni”, per cercare di individuare le risposte adeguate a quelle che saranno le nuove necessità da affrontare.

Ad aprire i lavori la sottosegretaria agli Esteri, Maria Tripodi, che ha sottolineato il ruolo del nostro Paese all'interno di questo scenario: “L'Italia è impegnata a contribuire nella costruzione di uno spazio europeo coeso – ha affermato Tripodi - dove il diritto a un invecchiamento dignitoso sia garantito in modo uniforme, superando le disparità regionali e rafforzando la resilienza dell'intero continente”. Per la sottosegretaria agli Esteri, l'allungamento dell'età della popolazione è uno straordinario traguardo sociale che richiede, però, un profondo cambiamento di paradigma nel modo in cui si concepiscono, si progettano e si erogano le politiche sociali e sanitarie per il prossimo decennio. “La nostra visione strategica – ha proseguito - va ben oltre la semplice assistenza: si tratta di mettere gli anziani in condizione di rimanere protagonisti centrali e attivi nelle nostre comunità e si concentra su quattro aree chiave: partecipazione al lavoro, impegno sociale, vita indipendente e creazione di ambienti abilitanti proprio a misura di anziano”, favorendo un reale dialogo intergenerazionale. Per Tripodi con la recente legge 33 del 2023 attraverso la quale l'Italia promuove la dignità, l'autonomia e l'inclusione sociale degli anziani, è stata data priorità alla prevenzione della fragilità, riconoscendo che la salute è il prerequisito fondamentale”.

A sottolineare il ruolo strategico degli anziani e l'importanza del loro contributo nella società anche Monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito della pontificia Accademia per la vita e promotore della Fondazione Età grande. “Esiste un popolo di anziani di massa: nel 2050 sarà composto da due miliardi e mezzo di persone, ma già in Italia gli anziani sono 14 milioni, di cui 24 mila ultracentenari. Eppure - ha detto Paglia - su questo popolo non c'è pensiero né politico, né economico, né culturale, né sanitario, né spirituale, forse per una convinzione comune che è un popolo che sta da parte, che è da scartare. L'errore più tragico che si possa commettere”.
Per il sacerdote la società attuale mostra una contraddizione profonda, data dal fatto che si vive 20, 30 anni in più, ma senza sapere per fare cosa. Per questo la “sfida da raccogliere e la risposta non può essere solo sanitaria o sociale. Parliamo di una generazione ricca di esperienza, di una generazione che conosce la guerra, che non deve essere considerata uno scarto, ma una risorsa, come ha detto Papa Leone, una delle Rerum novarum del nostro tempo”. Secondo Paglia è indispensabile mettere insieme la sapienza scientifica, le nuove tecnologie e l'umanesimo, che caratterizza l'Europa” e, in un invito rivolto anche alle Nazioni Unite, ha auspicato la creazione di un'agenzia, come l'Unicef per i bambini, con l'obiettivo di occuparsi esclusivamente degli anziani.

Anna Taverniti

( 22 giugno 2026 )

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