Venerdì 2 gennaio 2026, ore 11:29

Discorso di fine anno 

Mattarella: la coesione sociale ha reso grande l'Italia 

“La nostra vera forza è stata la coesione sociale nella libertà e nella democrazia: ci ha consentito di fare dell'Italia il grande Paese che è oggi”. Nel suo discorso di fine anno durato 15 minuti, il Presidente Mattarella si è rivolto soprattutto ai più giovani, il futuro della Repubblica.
“Si chiude un anno non facile. La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace. Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”. Per Mattarella “la pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio”.
Il Presidente osserva che “nell'anno che si presenta ricorderemo gli ottant'anni della Repubblica”, un segno che “diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità. La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità”.
Un richiamo forte poi alla coesione sociale. “La democrazia italiana che muove i suoi primi passi nel dopoguerra è giovane, dinamica, mette radici, dialoga nel mondo. La nostra vera forza, la coesione sociale nella libertà e democrazia, ci ha consentito di fare dell'Italia il grande Paese che è oggi. Le legittime dialettiche tra le varie posizioni hanno contribuito a concrete realizzazioni che hanno cambiato in meglio la vita delle persone”.
Aggiunge il Capo dello Stato: “Diritti e doveri sono diventati progressivamente fatti e non sono rimasti astratte affermazioni. Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune”. Per Mattarella “la consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo. Vecchie e nuove povertà - che ci sono e vanno contrastate con urgenza - diseguaglianze, ingiustizie, comportamenti che feriscono il bene collettivo come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali: crepe che rischiano di compromettere proprio quella coesione sociale che consideriamo un bene prezioso di cui disponiamo”.
Infine un appello ai giovani. “Entriamo in un tempo in cui tutto diventa globale e interdipendente, dall'economia, all'ambiente, al clima, alle rivoluzioni tecnologiche che investono le nostre vite, ai rischi delle pandemie, alle reti del terrorismo integralista. Ma nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia. Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. Qualcuno - che vi giudica senza conoscervi davvero - vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l'Italia moderna”.
Plauso pressoché unanime dal mondo istituzionale, politico e sociale. Commenta la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola: “Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato per guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune'. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha lanciato un monito formidabile ai decisori istituzionali, politici e sociali: dobbiamo rinnovare quello spirito costituente che ci ha fatto grandi e che oggi deve far remare tutti, coesi, nella direzione del progresso. In questo sforzo, ricorda il Capo dello Stato, il lavoro dignitoso e sicuro é leva centrale di sviluppo. Messaggio potente e cristallino. Ora sta a noi, a tutti noi, saperlo cogliere. Grazie Presidente”.
Giampiero Guadagni

( 1 gennaio 2026 )

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