Martedì 9 giugno 2026, ore 20:10

Risiko bancario 

Mef: informati di iniziative su Mps, riconosciuta valorizzazione banca 

Intesa Sanpaolo confeziona in tandem con Unipol un'offerta da 30,6 miliardi di euro per Mps. L'istituto guidato da Carlo Messina - la cui offerta valorizza i titoli di Siena 10,091 euro ed è strutturata con un corrispettivo di un euro in contanti e 1,6 azioni Intesa per ogni azione Mps - prenderà Mediobanca, con in pancia la quota in Generali, e circa metà delle filiali del Monte, cedendone 635 alla compagnia guidata da Carlo Cimbri. L'offerta, che pone Mps in passivity rule, mette in fuorigioco l'invito a trattare di Banco Bpm, derubricato da Messina a "lettera d'amore" a fronte di "una offerta" vera e propria.

"Banco Bpm ha cercato di anticipare la nostra operazione - ha detto il banchiere -. Giuseppe Castagna è un caro amico ma non condivido questo approccio". "Tentativi di un innamorato disperato" con "poche possibilità di successo", li ha definiti Cimbri. Il ministero dell'Economia, azionista di Banca Mps con una quota residua del 4,86% del capitale, "e' stato informato" delle iniziative lanciate domenica sulla banca, riprivatizzata a partire dal novembre 2023. Lo indica una nota del ministero guidato da Giancarlo Giorgetti senza dettagliare le "iniziative", ossia l'Opas da 30 miliardi circa lanciata da Intesa Sanpaolo e la proposta di fusione tra pari recapitata a Siena da parte di Banco Bpm.

Il ministero, che deteneva fino a due anni e mezzo fa il 64,2% del capitale della banca di Rocca Salimbeni, aggiunge che "prende atto delle iniziative su Mps di cui e' stato informato, che riconoscono la valorizzazione della banca risollevata da una posizione pre fallimentare". Nessuna replica invece dal Banco, che ha inviato a Mps la proposta a discutere una fusione alla pari da cui nascerebbe il un polo bancario con una capitalizzazione di oltre 50 miliardi. Mentre in serata il cda di Mps si è limitato a dire che "procederà" alla valutazione della proposta "non sollecitata" di Bpm e all'offerta "non concordata" di Intesa. Se l'opas di Messina dovesse andare in porto gli assetti del credito italiano ne uscirebbero rivoluzionati, con il consolidamento del primato Intesa, a cui sarà affidata la custodia degli equilibri nelle Generali, e la creazione con Bper-Mps di un secondo gruppo bancario sotto la regia di Unipol.

La forte impronta italiana degli offerenti, i cui azionariati dispongono di un solido ancoraggio tricolore, è "un elemento di garanzia per il risparmio" nazionale, ha detto Cimbri. Intesa e Unipol sono convinte che la partita si giocherà sul mercato, dove Intesa ha messo sul piatto un sostanzioso premio del 12,5%, senza interferenze politiche. In borsa il titolo a chiuso a 10,10 euro, con un balzo del 12,96%, superando anche se di poco l'offerta. "Penso che qualche interlocuzione" con il governo Intesa "l'abbia avuta", ha detto Cimbri. Piuttosto una "questione di golden power" si porrebbe in caso di nozze tra Mps e Bpm, ha detto Messina, puntando il dito sulla presenza nell'azionariato di Bpm del Credit Agricole.

L'operazione contribuirà alla stabilizzazione degli assetti delle Generali, posti sotto l'ala protettrice della prima banca del Paese. Il Leone, cassaforte del risparmio degli italiani e tra i principali investitori nel debito pubblico, resta "un investimento azionario" e Intesa, ha detto Messina, non intende acquisirlo né vuole "mettere becco nella gestione". Per evitare di vedersi bloccare da una contromossa di Trieste, come nel 2015, Messina ha anche acquistato, con un'operazione "temporanea", una quota del 3%, coperta da derivati. Intesa, grazie all'acquisizione di Mps, gestirà circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie, oltre 27 milioni di clienti e una rete 21.000 consulenti.

"No alla finanza che impoverisce i territori, non possiamo accettare che mere logiche di mercato, orientate esclusivamente al profitto e agli interessi dei grandi azionisti mettano in secondo piano il contributo fondamentale dei lavoratori di Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo e punto di riferimento storico per l'economia toscana e nazionale". Lo affermano il segretario generale First-Cisl Toscana, Marco Lenzini, e il segretario generale First-
Cisl Siena, Marco Galati, sul risiko bancario su Mps, dicendosi "consapevoli del ruolo strategico che la banca riveste per il territorio, per l'occupazione e per il sistema economico locale, e continueranno a vigilare affinché qualsiasi percorso futuro garantisca la tutela dei lavoratori, la valorizzazione delle professionalità e il mantenimento dello storico legame tra Monte dei Paschi e territorio senese".

"Non accetteremo - afferma Galati - che i colleghi del Monte siano trattati come merce di scambio. Ci aspettiamo l'apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali", "ribadiamo l'imprescindibilità della nostra banca per Siena e per i senesi». In Toscana e, in particolare a Siena, ci sono «numerose strutture di direzione generale e centinaia di filiali che, grazie alla professionalità e alla dedizione delle lavoratrici e dei lavoratori, hanno contribuito nel tempo al raggiungimento dei risultati ottenuti da Mps, rendendola un punto di riferimento per famiglie e imprese e un valore strategico indiscusso per l'intera comunità".

Rodolfo Ricci

( 9 giugno 2026 )

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