Venerdì 10 aprile 2026, ore 21:47

Informativa in Parlamento 

Meloni: Italia come sempre al fianco degli Usa, non subalterna 

Dalla politica estera alle misure a sostegno dell'economia, passando per il referendum sulla Giustizia. Nella sua informativa prima alla Camera poi al Senato la premier Meloni ha fatto il punto sull’azione di Governo, condannando la guerra in Medio Oriente ed escludendo qualsiasi ipotesi di rimpasto e dimissioni.
Meloni ha iniziato con un riferimento alla bocciatura del referendum costituzionale dello scorso 22 e 23 marzo, parlando di ”occasione storica persa per l'Italia". Poi ha escluso che l'esito negativo porti a dimissioni o a un rimpasto del Governo (”la maggioranza è solida e coesa, governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare”). Sul merito della riforma, ”l'auspicio è che il tema "non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici”.
Passando ai conflitti in Medio Oriente, Meloni ha ribadito la linea di un'Italia saldamente ancorata all'Alleanza atlantica come ”da circa 80 anni a questa parte”; ma ”non subalterna” agli Usa, capace di dire no a Washington ”come dimostra Sigonella”, impegnata a ”costruisce una Europa più forte”, con una sua autonomia strategica e di difesa. Meloni ha rivendicato la capacità di ”parlare con chiarezza” a Israele e a Trump quando non si era d'accordo con le loro scelte, respingendo lo ”scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al Presidente americano”. La premier prende le distanze dall'intervento di Usa e Israele in Iran; e spera nella ”flebile prospettiva di pace” rappresentata dalla tregua. E prendendo a prestito una espressione della segretaria dem Schlein, Meloni spiega: ”Siamo testardamente unitari, testardamente occidentali, perché solo se l'Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli”.
Legato al tema della guerra in Medio Oriente è quello della crisi energetica. ”L'Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche”. La premier rivendica gli interventi fatti per mitigare l'impatto economico delle tensioni internazionali, ricordando il taglio di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e la messa in campo del meccanismo anti-speculazione.
Sul fronte sociale Meloni sottolinea: ”Vogliamo continuare a concentrarci sulla qualità del lavoro, in particolare dei lavoratori più fragili. Molto ci siamo occupati dei salari, in questi anni, in ultimo con la detassazione degli aumenti contrattuali, ma è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero che occorre affrontare. Nel Consiglio dei Ministri che si terrà in vista della Festa dei Lavoratori vareremo ulteriori regole per combattere il lavoro povero, rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva”. Sempre in vista del Primo Maggio, ”il Cdm approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni”. Meloni assicura di voler fare di più sul tema della sanità, a partire dalle liste d'attesa; e anche sulla sicurezza, dossier per il quale si dice ”non soddisfatta dei risultati”. Il Governo, spiega, sta lavorando per ”avere più personale in strada” e per ”introdurre la figura dell'ausiliario dei carabinieri e delle forze polizia, assumendo 10mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio”.
Molto critiche le opposizioni. Per la segretaria dem Schlein ”Meloni si è lanciata in un discorso di autoconvincimento”. E sul referendum dice: “Avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne”. Il Paese reale è ”quello in cui negli ultimi 4 anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali”. Il leader dei Cinque Stelle Conte accusa Meloni di raccontare ”“una realtà mitologica” e di aver fatto ”zero riforme in quattro anni”. E sul piano internazionale Conte parla di una “subalternità ignobile” da parte di Meloni.
Da parte sua la segretaria generale della Cisl Fumarola commenta: ”Nel discorso al Parlamento la Presidente Meloni mette in fila le maggiori sfide del Paese, definendo una road map che va costruita insieme all’apporto responsabile delle parti sociali. Salvaguardia e promozione del lavoro, politiche espansive dei redditi, incremento della competitività e della crescita. E poi ancora: politica industriale, sanità e welfare, istruzione e innovazione, politiche abitative, pensioni e non autosufficienza, coesione sociale e territoriale. Un mosaico da comporre uniti, coinvolgendo ogni soggetto capace di dare un contributo costruttivo, a partire dal mondo del lavoro e delle imprese”. Aggiunge Fumarola: ”Non c’è via migliore per dare stabilità ed equità a riforme e investimenti, cominciando dal nucleo di un accordo che punti a proteggere e rilanciare il lavoro pubblico e privato nei suoi aspetti qualitativi, nel protagonismo della contrattazione, nella sua capacità di esprimere maggiore produttività e valore aggiunto da redistribuire su salari più alti. La fine del Pnrr, lo spettro della stagflazione e la crisi dei prezzi ci dicono che è arrivato il tempo delle scelte strutturali e condivise”.
Giampiero Guadagni

( 9 aprile 2026 )

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