Domenica 11 gennaio 2026, ore 14:29

Conferenza stampa 

Meloni: sì al Patto sociale 

“Assolutamente pronta e disponibile ad avviare e a discutere di un patto sociale con il quale affrontare le grandi questioni, anche le grandi transizioni di fronte alle trasformazioni del nostro tempo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa ormai di inizio anno organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti con l'Associazione della stampa parlamentare. Aggiunge la premier: ”Il paragone con il 1992 è un paragone forte, oggi c'è una situazione internazionale molto complessa e ci sono grandi trasformazioni che arrivano e questo ripeto, impatterà soprattutto sul mercato del lavoro”. Quindi ”ribadisco una disponibilità che ho già segnalato nello specifico alla Cisl, perché loro me l'hanno chiesto all'ultimo congresso, ma anche a tutti gli altri che hanno un approccio positivo. L’interlocuzione con le parti sociali funziona anche se c'è una divergenza di partenza. Non ci deve essere il pregiudizio a voler lavorare positivamente insieme. E da molti corpi intermedi quel pregiudizio non arriva”.
Parlando di produttività del lavoro, ” problema storico”, Meloni ha fatto riferimento ai problemi strutturali e alle peculiarità" del tessuto produttivo italiano e ha poi elencato le sue priorità: ”Puntare di più su capitale umano e formazione, in particolare sulle materie stem, favorire e incentivare gli investimenti, con un approccio pluriennale, migliorare le infrastrutture. Il modello Zes unica speciale è il modello dal quale partire”. Gli investimenti e quindi le infrastrutture negli ultimi tre anni ”sono aumentati del 300%, grazie anche ma non solo al Pnrr”.
Capitolo pensioni. ”Abbiamo fatto il contrario di ciò di cui ci accusano. In Italia c'è una legge che impone di aumentare l'età pensionabile all'aspettativa di vita. Se non fossimo intervenuti come siamo intervenuti in legge di bilancio, l'età pensionabile sarebbe aumentata nel 2027 di tre mesi. Noi l'abbiamo portata a un mese, e a zero per i lavori usuranti. La scelta del governo che rivendico è stata quella di aiutare i pensionati”.
Sul piano industriale, una domanda sulla crisi dell'automotive. ”I problemi sono figli di scelte che ho contestato, soprattutto a livello europeo, che grazie all'impegno italiano si stanno iniziando a correggere”. Sensibile anche il dossier Ilva, ”il più complesso che abbiamo ereditato, con una crisi che in 13 anni ha attraversato tutti i governi, senza una soluzione stabile”. Con un'indicazione di metodo: ”Non ci saranno impegni vincolanti del Governo fino a che non ci sarà un solido piano industriale, la tutela del lavoro e la sicurezza salute e ambientale”.
Chiusa la partita manovra, aperti tutti i nodi economici. ”La crescita economica è ancora troppo bassa ma è uno scenario non catastrofico”. Su salari e costi dell'energia, afferma Meloni, ”diversi miliardi sono stati spesi da questo Governo nelle varie leggi di bilancio per calmierare i prezzi dell'energia; l'ultimo decreto è stato di sei mesi fa per altri 3 miliardi circa. Ne abbiamo un altro che portiamo in Consiglio di ministri nelle prossime settimane”. Quanto a inflazione e potere d'acquisto ”ripeto un dato pubblicato dall'Istat: più 20 miliardi il potere d'acquisto degli italiani, l'inflazione attualmente all'1,5%. Nell'ottobre del 2023, dopo un anno di nostro Governo, i salari hanno ricominciato a crescere più dell'inflazione”.
Altra focus centrale, le politiche di contrasto alla denatalità: ”I numeri non sono incoraggianti: bisogna continuare ad aggiungere strumenti. Noi abbiamo scelto di concentrarci sul tema delle mamme lavoratrici, perché vogliamo che passi il messaggio che i figli non sono un ostacolo. Serve un welfare adeguato, ed è quello che abbiamo fatto con i bonus asili nido, i congedi parentali, la decontribuzione delle mamme, ma non basta se non cambiano la mentalità”. In dirittura d’arrivo il Piano Casa, con l'obiettivo di "mettere in campo un progetto che possa arrivare a mettere a disposizione 100.000 nuovi appartamenti a prezzi calmierati ragionevolmente nei prossimi 10 anni, al netto delle case popolari, altro tema del quale il piano casa intende occuparsi”.
L'Italia ha dato il suo via libera all'accordo sul Mercosur, avendo ottenuto alcune garanzie da parte di Bruxelles. ”Mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione molto pragmatica: il tema non è favorevoli o meno al libero scambio, ma la strategia europea di regolamentare al suo interno facendo accordi con sistemi che non hanno quella regolamentazione rischia di essere suicida. Io sono per gli accordi commerciali, ma anche per la deregolamentazione, quindi va bene Mercosur, ma non a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni”.
Ampio spazio naturalmente alle tensioni internazionali e ai conflitti in corso, a partire dal Venezuela. ”Spero che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas. Esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione”.
Sul Medio Oriente: ”Nelle ultime settimane la nostra cooperazione ha stanziato ulteriori 25 milioni di euro per fare fronte sempre alle esigenze della popolazione di Gaza. Ma, ancora più importante, noi stiamo dando la disponibilità dei nostri carabinieri a formare le prime 50 forze di sicurezza palestinesi in Giordania e credo che se questo si dovesse materializzare nelle prossime settimane, come penso, noi saremmo la prima nazione europea a dare un contributo fattivo e concreto alla sicurezza della Striscia e all'implementazione del piano di pace, L’obiettivo rimane la prospettiva dei due Stati”.
Quanto all’Ucraina ”ha ragione Macron: è arrivato il momento in cui anche l'Europa parli con la Russia, perché se l'Europa decide di partecipare a questa fase di negoziazioni parlando solo con una delle due parti in campo, temo che alla fine il contributo positivo che può portare sia limitato. La ragione per cui non ritengo necessario l'invio di soldati italiani in Ucraina, è perché il principale strumento oggi individuato per costruire solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina e un sistema di garanzie di sicurezza ispirato all'articolo 5 della Nato”.
In Parlamento ”il decreto Ucraina avrà i voti. La linea del governo è chiara sulla politica internazionale, su quella economica, sulla sicurezza e sulla giustizia. Non vedo rischi per la maggioranza, dopo tre anni siamo il Governo più solido tra le democrazie europee”. E a proposito della riforma elettorale ”se ci sarà una chiusura pregiudiziale non escludiamo soluzioni a maggioranza”. Infine, il referendum sulla riforma della Giustizia: ”La data più probabile è quella del 22 e 23 marzo” Quanto all’esito ”non intendo dimettermi nel caso in cui gli italiani dovessero bocciare la riforma. Il mio obiettivo è che questo Governo arrivi alla fine della legislatura, facendo una cosa che mai possibile prima: presentarsi ai cittadini per essere giudicati sul totale del suo lavoro".
Molti e diversi, naturalmente, i commenti delle forze politiche e sociali. Sottolinea la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola: ”Dalla premier Meloni oggi è arrivata una fondamentale conferma sulla volontà del Governo ad accogliere l'appello della Cisl per nuovo Patto tra Governo e parti sociali riformiste per affrontare le sfide della qualità del lavoro, delle nuove tutele, della competitività delle imprese, di un welfare universale e vicino alla persona”. L’obiettivo è cruciale ”tanto più in vista della fine delle risorse del Pnrr. Entro questo limite occorre affrontare i nodi che da tempo frenano lo sviluppo rafforzando le alleanze sociali tra soggetti responsabili e avviando un cammino partecipato verso obiettivi condivisi. Significa mettere in campo misure per elevare salari e produttività, innovazione e formazione, partecipazione e buone flessibilità negoziate, senza dimenticare l'urgenza di dare all'Italia una strategia nazionale su salute e sicurezza. Si deve essere consapevoli del fatto che il traguardo della crescita è possibile solo elevando il valore aggiunto espresso dal lavoro, incrementando le competenze, investendo su politiche attive, riconoscendo maggiore e reale protagonismo alla persona che lavora”. Conclude Fumarola: ”Dobbiamo guardare al metodo e allo spirito dell'accordo di San Valentino, dando al paese una nuova politica dei redditi espansiva e puntando anche a rigenerare il welfare del Paese. Vuol dire mettere al centro sanità e scuola, fisco e pensioni, politiche sociali e non autosufficienza. E mettere ognuna di queste tessere dentro il mosaico di una politica di sviluppo equa e stabile, perché fondata sul principio di corresponsabilità. Questa è la sfida che dobbiamo affrontare uniti. E senza pregiudiziali. Per questo auspichiamo di trovare al nostro fianco tutte le forze riformiste di questo Paese”.
Giampiero Guadagni

( 9 gennaio 2026 )

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