Quattrocentoventicinquemila posti di lavoro persi per cause riconducibili all'IA negli ultimi tre anni - di cui 142 mila solo in Europa - e 1 su 4 a rischio a livello globale nei prossimi anni. L'allarme lanciato da Consumers' Forum restituisce l'immagine di un mercato del lavoro completamente rivoluzionato: il 25% dell'occupazione globale rientra in professioni potenzialmente esposte all'IA, con percentuali più elevate nei Paesi ad alto reddito. In sostanza, un lavoratore su 4 potrebbe essere sostituito da una macchina in pochi anni. Le professioni più a rischio sono quelle che ”includono attività ripetitive e componenti digitali e testuali facilmente automatizzabili: assistenza amministrativa, customer care e call center, impiegati di banche e poste, cassieri e traduttori”. La preoccupazione resta alta, sotto diversi punti di vista. ”Il mercato italiano dell'IA - ricorda Consumers' Forum - ha raggiunto il valore di 1,8 miliardi di euro, il 50% in più rispetto al 2024”. Governare prompt e algoritmi è centrale per chi si affaccia al mondo del lavoro: secondo uno studio del Politecnico di Milano, in Italia, nel 2025, ”il numero di annunci di lavoro che richiedono competenze legate all'IA è cresciuto del 93%”. Non solo in ufficio, la tecnologia coinvolge altri aspetti della vita quotidiana dei cittadini: un terzo degli italiani già usa l'IA per indirizzare i propri acquisti online. Un valore potenziale di circa 22 miliardi di euro all'anno, considerato il mercato nazionale dell'e-commerce del 2026. Sopra Steria stima che in Europa, entro i prossimi 10 anni, il valore delle transazioni online guidate da assistenti intelligenti raggiungerà i 310 miliardi di euro. L'impatto dell'IA su ambiente e sostenibilità è in crescita costante: l'International energy agency prevede che ”il consumo globale di elettricità dei data center raddoppierà entro il 2030. Dai 415 terawattora del 2024 si arriverà a 945 terawattora: il 3% dell'intera elettricità mondiale”. Consumers' Forum ricorda che, allo stato attuale, i data center per l'IA generano già tra il 2,5 e il 3,7% delle emissioni globali di gas serra. Numeri sono destinati a crescere. Eppure, la risposta a questi problemi arriva proprio dall'intelligenza artificiale: l'AI permette la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove professioni, compensando le perdite e creando nuove opportunità a livello occupazionale. Può offrire soluzioni per limitare l'impatto sull'ambiente, ottimizzare l'uso delle risorse, ridurre i consumi energetici e gli sprechi e migliorare i processi produttivi. ”La Ue deve accelerare sull'algoretica, affinché l'IA sia al servizio dei cittadini e diventi uno strumento per migliorare la vita quotidiana delle persone e non per governarla”, affermano il presidente e la vicepresidente di Consumers' Forum, Furio Truzzi e Patrizia Modesti.
An. Ben.

