Semaforo verde dalla Camera, con 209 sì, nessun no e nessun astenuto, alla proposta di legge bipartisan "Liberi di scegliere", testo che contiene misure per la protezione e per l’assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento in contesti di criminalità organizzata, con l’obiettivo di allontanarli dalla malavita e di garantire loro un futuro lontano dall’ambiente che potrebbe condizionarli. Un risultato salutato dall'Emiciclo con un lungo applauso a sottolineare il carattere importante e trasversale della misura che ora passerà al vaglio del Senato per il via libera definitivo.
Il testo bipartisan, e a prima firma della deputata di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, elenca quelli che sono gli interventi di protezione personale adottabili su indicazione dell’autorità giudiziaria, oltre a quelli di assistenza economica, e prevede l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico presso il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia. Un provvedimento che mette a sistema una prassi giudiziaria già promossa dal giudice Roberto di Bella nel 2012 quando era assegnato al tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, e alla quale in seguito hanno aderito anche altri tribunali, arrivando nel 2017 ad un protocollo d’intesa, rinnovato più volte negli anni successivi, con l'obiettivo di assicurare una concreta alternativa di vita ai minori sotto i 25 anni, figli di famiglie mafiose, e anche a quei genitori – spesso madri – che vogliono allontanarsi dal contesto della criminalità organizzata, creando percorsi di allontanamento sicuri con il sostegno necessario. Per la presidente della Commissione antimafia, il provvedimento dovrebbe sottrarre alla criminalità organizzata 400 tra bambini e ragazzi: un numero che "Racconta come noi possiamo togliere potenziale manovalanza alla mafia e rendere quei ragazzi all'abbraccio amorevole dello Stato. Ogni piccolo uomo e ogni piccola donna che uscirà dalla mafia – ha dichiarato Colosimo nel suo intervento in Aula - infligge la sconfitta più profonda alla criminalità organizzata, quella culturale. Alle donne che si ribellano, ai figli di tutti noi è dedicata questa legge. Una legge che riporta l'Antimafia al passo coi tempi, che introduce una nuova misura di prevenzione e che promette alla mafia di annientarla".
Con la proposta di legge approvata alla Camera, che per Colosimo rappresenta la terza via della lotta alla mafia e una grande opportunità per la politica di dimostrare unità su questi temi, viene anche esteso il meccanismo di trasmissione degli atti da parte del pubblico ministero al giudice civile o al Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, ai procedimenti per i delitti di associazione per delinquere, associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, ovvero per i delitti aggravati connessi ad attività mafiose, ove i fatti delittuosi riguardino genitori di minorenni. Via libera, inoltre, all’ampliamento dell’ambito di applicazione delle misure anticipate, relative a minorenni coinvolti in reati di particolare allarme sociale, anche ai delitti aggravati dal metodo mafioso. Infine viene stabilito l’obbligo, per il ministro dell’Interno, di presentare alle Camere una relazione annuale su quelle che sono le misure di protezione e di assistenza adottate, sulla loro efficacia e sulle modalità generali di applicazione.
Anna Taverniti
(Foto di Helena Lopes su Unsplash)

