è un momento dell’anno in cui Monza smette di essere soltanto una città e diventa una vetrina internazionale. È il fine settimana del Gran Premio d’Italia, quando il rombo delle monoposto attraversa il Parco e, molto oltre i cancelli dell’Autodromo, mette in moto una macchina economica fatta di alberghi, ristoranti, negozi, trasporti, servizi e lavoro. In sostanza, tutta l' area della storica Brianza monzese, diventa un indotto, di un "circo", quello degli appassionati di motori, che muove tanto All'interno dello scenario unico del più vasto Parco urbano d' Europa. In un circuito, l'Autodromo nazionale, dalla pista velocissima e dalla storia, ormai, lunga: più di cento anni, dal lontano 1922.
Però vi è un valore del Gran Premio, che va oltre i secondi sul cronometro ed i milioni di spettatori che seguono la Formula 1. E questo valore, per gli addetti ai lavori, si misura anche nella capacità dell’evento di distribuire reddito sul territorio. In tal senso "soccorre" un' indagine Censis del 2023, sostanzialmente ripresa e confermata da recenti studi. Ricerca che ha stimato in 142 milioni di euro il valore economico dell'evento di Monza, considerando le ricadute generate da biglietti, merchandising, trasporti, ospitalità e ristorazione. Cifra e numeri che, presi singolarmente, potrebbero raccontare solo una parte della storia. Perché, dietro questo importante indotto, vi sono, innanzitutto, persone, in carne ed ossa, che lavorano, si sacrificano e s'impegnano affinché tutto possa funzionare alla perfezione. Non solo a Monza e a Milano. Ci sono storie da raccontare e vicende umane di cui scrivere, spesso "sommerse" dalla frenesia del racconto dell' evento sportivo in sé. Sono le storie dei tanti lavoratori che parlano di camere d'albergo da riempire, tavoli da servire, taxi e mezzi pubblici da organizzare, negozi che aumentano il giro d'affari, imprese che forniscono servizi e persone chiamate a sostenere un afflusso straordinario di visitatori. Storie, il più delle volte, umili, discrete, che raccontano di un tessuto economico come quello brianzolo complesso: contemporaneamente ricco e fragile, in continua evoluzione. Lavoro visibile e che resta dietro le quinte. Gli addetti dell'Autodromo, gli operatori della sicurezza, il personale dell'accoglienza e dell'hospitality, gli alberghi ed i pubblici esercizi, i trasporti, i fornitori e le imprese che nei mesi precedenti preparano l'evento. Per un territorio industriale come quello brianzolo, abituato a misurarsi ogni giorno con manifattura, tecnologia e servizi, il Gran Premio rappresenta anche una vetrina della capacità organizzativa locale.
L'effetto, inoltre, occorre ribadirlo, non si ferma ai confini di Monza. Il Gran Premio costruisce un asse economico che coinvolge la Brianza, Milano e una parte significativa della Lombardia. Siamo in uno dei cuori e motori economici d' Italia, non dimentichiamolo. Ed anche qua a venirci incontro sono i dati di ricerca. Questa volta del Comune di Monza. Gli ultimi risalgono al 2024 ed hanno stimato in oltre 126 mila i turisti presenti sul territorio nel fine settimana del Gran Premio. Con più di 42 mila persone che hanno pernottato, mentre il fatturato degli alberghi era risultato in crescita del 19,3% rispetto all'anno precedente. È questa forse la dimensione più interessante del Gran Premio. Quella di una grande manifestazione sportiva che diventa una piattaforma per il territorio. Il visitatore arriva per la Formula 1, ma può fermarsi a Monza, visitare Milano, mangiare in un ristorante, fare acquisti, conoscere la Brianza. Lo sport diventa così turismo, commercio e promozione territoriale.
La ricaduta è, quindi, economica, ma anche sociale. Il FuoriGP, gli eventi cittadini e le iniziative collaterali portano il Gran Premio fuori dal circuito e dentro la città, creando occasioni di incontro e partecipazione. Nel 2026, per fare un esempio concreto, mentre la gara di domenica 6 settembre è già sold out, l'organizzazione continua a sottolineare il coinvolgimento di oltre 300 mila persone. Dato oltre ogni più rosea aspettativa. Monza, insomma, per un fine settimana, non “vende” soltanto velocità. Vende ospitalità, competenze, servizi, commercio e identità. E, soprattutto, dimostra che un grande evento internazionale può produrre valore quando riesce a collegare il palcoscenico globale con l'economia quotidiana di un territorio.
Il vero traguardo, allora, non è soltanto quello che si “taglia” la domenica pomeriggio. Sperando, da italiani, in una vittoria di una "rossa" o, quanto più, ora più di prima, di un pilota italiano. Ed Antonelli è sulla buona strada, quella di Andretti. Ormai quasi mezzo secolo fà. Il vero traguardo è anche ciò che rimarrà il lunedì mattina: nelle casse delle imprese, nelle presenze turistiche, nelle opportunità di lavoro e nella reputazione di un territorio che, per qualche giorno, il mondo intero torna a guardare. E' la Brianza felix di pariniana memoria che, dalle dolci sponde turchesi dell' Eupilio, si riversa sulle rive del Lambro, nel Parco roboante di motori. Terra dove cultura, storia, economia e sport trovano da tempo un connubio ideale.
Gianraimondo Farina

