Lunedì a Cuneo le segreterie provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil di Cuneo hanno proclamato per l'intera giornata lo sciopero di tutte le lavoratrici e i lavoratori agricoli della provincia, dopo la morte di Keita M., operaio agricolo maliano di 38 anni, investito giovedì mattina a Scarnafigi (Cuneo) mentre in bicicletta andava al lavoro. L'incidente è avvenuto lungo la strada provinciale 133. La dinamica è al vaglio delle autorità. Nel comunicato i sindacati esprimono vicinanza alla famiglia e alla comunità del lavoratore, ma esprimono anche amarezza e durezza. "Questa non è una fatalità - sottolineano le tre sigle - siamo di fronte all'ennesima morte violenta di un lavoratore nel distretto frutticolo saluzzese". Si tratterebbe della quinta vittima in appena tre mesi nella "provincia Granda", dopo l'investimento di un lavoratore pakistano avvenuto poche settimane fa a Lagnasco, a pochi chilometri di distanza. Nel mirino c'è il sistema della raccolta ortofrutticola: non si può più tollerare che scarichi i propri costi logistici sulla vita e sulla sicurezza della manodopera - affermano i sindacati - la ricerca di un lavoro dignitoso non può trasformarsi in una condanna a morte". Intanto anche a Roma si piangono altre due vittime sul lavoro, dopo il caso dell'operaio 22enne precipitato dal Colosseo. Nella notte tra giovedì e venerdì, al deposito di smistamento Amazon a Settecamini, un ragazzo di soli 25 anni che svolgeva mansioni di magazziniere è morto presumibilmente per un malore. Inutili i soccorsi scattati poco prima delle 2 dopo l'allarme dei colleghi. Un altro incidente è avvenuto in un'officina in via Rocca di Cave, sempre in zona Settecamini, un uomo di circa 50 anni è morto dopo essere rimasto ferito per l'esplosione di un soffietto delle sospensioni pneumatiche di un camion. I soccorritori hanno tentato di rianimarlo ma inutilmente. Il segretario generale della Fit Cisl del Lazio, Marino Masucci, "in attesa che siano chiarite le cause di quanto avvenuto" si stringe alle famiglie dei lavoratori "in questa giornata triste e drammatica". Anche la Uiltrasporti Nazionale e la Uiltrasporti Lazio esprime cordoglio e chiede chiarezza per quanto accaduto allo stabilimento Amazon. Ed un primo verdetto c'è stato, invece, per la morte nel giugno del 2024 di un 18enne mentre lavorava in un'azienda agricola a Brembio nel Lodigiano. Il titolare, 60 anni, è stato condannato a 2 anni di carcere. Per l'accusa mancavano formazione e dispositivi antinfortunistici. Il ragazzo, Pierpaolo Bodini, morì schiacciato da uno dei due bracci di una seminatrice agganciata alla parte posteriore di un grosso trattore. "Tre lavoratori in due settimane. Solo a Roma". Si legge in una nota della Uil Lazio. "Tre lavoratori da aggiungere ai 50 necrologi già scritti dall'inizio dell'anno nella nostra regione - commenta il segretario generale, Maurizio Lago- dove la sterilità dei numeri ci comunica un preoccupante incremento degli incidenti mortali e anche degli infortuni e delle denunce, sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia rispetto al panorama nazionale". Nel Lazio infatti, continua la nota, gli incidenti con esito mortale sono aumentati di oltre il 12% rispetto al 2025, mentre a livello nazionale si registra una lieve flessione (-4%). È Roma a guidare la triste classifica regionale con oltre il 70% delle morti ed è di sesso maschile la maggior parte delle vittime, anche se si registra un aumento dei decessi tra le donne lavoratrici. "E' fondamentale rafforzare gli strumenti di prevenzione e monitoraggio, attraverso una banca dati unica a livello nazionale che consenta di coordinare le informazioni sugli incidenti e sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro", osserva anche Paolo Capone, segretario generale Ugl.
Ce.Au.

