"L'Europa è ancora una volta di fronte a un crocevia" e "questo richiede la determinazione politica necessaria per completare l'assetto istituzionale dell'euro" con una maggiore integrazione in diversi campi. E' quanto afferma il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta intervenendo al Workshop in memoria di Robert Mundell organizzato assieme al Cepr e all' Università Luiss di Roma. Panetta ricorda l'attualità del messaggio del premio Nobel che, in un suo lavoro nel 1969, parlò proprio di 'crocevia' per l'Europa.
"Più di cinquant'anni più tardi siamo di nuovo davanti a questo crocevia" visto che la guerra, le rivalità geopolitiche e la frammentazione economica stanno ridisegnando il commercio, i mercati dell'energia e le dipendenze strategiche. Per questo l'Europa deve agire su tre fronti: per far ripartire la crescita economica "l'integrazione è necessaria" in campi come "le comunicazioni, l'istruzione, la tecnologia e la difesa" attraverso progetti "comuni". Inoltre sul fronte dei capitali e degli investimenti bisogna superare "i mercati nazionali" altrimenti sarà impossibile finanziare "l'innovazione, la transizione verde e la difesa". Per questo occorre un "regolamentazione più semplice e armonizzata accompagnata agli eurobond garantiti "dagli stati membri". Infine l'euro digitale che, nel campo dei pagamenti, permette la sovranità "monetaria e politica" europea.
Analizzando la tenuta dell'euro di fronte ai grandi shock degli ultimi decenni, Panetta ha contrapposto la risposta frammentata e pro-ciclica adottata durante la crisi finanziaria del 2007-2008 e quella dei debiti sovrani del 2010-2011, quando il peso della stabilizzazione ricadde interamente sulla politica monetaria culminando nel "whatever it takes" di Mario Draghi, alla reazione rapida e coordinata che ha invece caratterizzato la pandemia e la crisi energetica successiva all'invasione russa dell'Ucraina. In quest'ultima occasione, il programma Next Generation EU ha dimostrato che, quando l'Europa agisce con un intento comune, può fare passi avanti impensabili.
Tuttavia, per Panetta, il progresso guidato dalle crisi, teorizzato da Jean Monnet, non è più sufficiente nell'attuale scenario globale: "Dobbiamo plasmare il nostro futuro prima che le crisi forzino la nostra mano", ha dichiarato il Governatore, rilanciando l'esortazione rivolta da Mundell agli europei nel 1969, "È tempo che gli europei si sveglino". Per attrezzare l'area euro a competere in un mondo in cui sicurezza, tecnologia e finanza sono strettamente interconnesse, il Governatore ha indicato tre fronti d'azione prioritari e ineludibili.
In primo luogo, è imperativo rilanciare la crescita attraverso riforme e investimenti comuni in settori strategici quali ricerca, energia, infrastrutture digitali e intelligenza artificiale, superando i limiti dei singoli mercati nazionali per catturare le ricadute positive dell'integrazione.
Il secondo asse strategico riguarda la trasformazione dei mercati dei capitali in una vera unione del risparmio e degli investimenti. Secondo Panetta, per finanziare l'innovazione, la transizione verde e la difesa, l'Europa necessita di una regolamentazione più semplice e armonizzata, supportata da un "safe asset" europeo garantito congiuntamente dagli Stati membri, capace di indirizzare il risparmio continentale verso le priorità comuni.
Infine, il terzo fronte richiede il rafforzamento della spina dorsale dell'euro attraverso il completamento della digitalizzazione del sistema dei pagamenti europeo, un passo fondamentale per tutelare la sovranità monetaria e politica in un'epoca in cui le infrastrutture critiche possono trasformarsi in strumenti di pressione geopolitica. A tal proposito, Panetta ha sottolineato l'importanza dell'euro digitale per i pagamenti al dettaglio e lo sviluppo di nuovi ecosistemi per tutelare l'autonomia del continente, garantendo che la moneta della banca centrale rimanga disponibile in forma digitale e rafforzando così la posizione europea in un mondo sempre più diviso.
Rodolfo Ricci
