Intanto il Governo ha prorogato di un giorno, fino a domani 26 agosto, lo sconto sulle accise del diesel. Il Ministro Giorgetti ha firmato il decreto sulle accise mobili, mettendo sul piatto 20,8 milioni di extra-gettito Iva. Un intervento che non basta alla segretaria Pd Schlein. Schlein chiede al Governo di ”tassare subito gli extra-profitti delle società energetiche”. E di farlo senza aspettare Bruxelles.
Trova sempre più consenso nella maggioranza l'idea di fare arrivare ai lavoratori tredicesime più robuste, magari già per questo Natale. L'ipotesi minima, ha spiegato il responsabile economico di FdI Osnato, potrebbe costare mezzo miliardo (un taglio al 15% delle tasse per chi ha redditi fino a 15mila euro), ma si sta cercando di ampliare la platea e rafforzare lo sconto. Oggi la riduzione dell'aliquota al 33% si applica fino a chi tocca la soglia dei 50mila euro. Ampliare la platea, secondo i conti di Osnato, costerebbe circa 3 miliardi.
Alla vigilia del Meeting, intervistata da ”Il Sussidiario.net”, Fumarola ha ribadito la necessità di detassare le tredicesime. Nella prossima manovra non servono interventi a pioggia, ma scelte strutturali e coraggiose per sostenere i redditi da lavoro e pensione, stimolare gli investimenti e tutelare le famiglie. Sul piano fiscale occorre utilizzare la leva per difendere e rilanciare il potere d'acquisto dei ceti medi, che sostengono gran parte del gettito Irpef. Va superata l'anomalia della flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro e respinta la patrimoniale come falsa scorciatoia.
La strada per aumentare i salari passa attraverso una contrattazione moderna e capillare, e con un distribuzione più equa degli utili. Legge sulla partecipazione, ricorda Fumarola, ”nasce per dare più voce ai lavoratori nelle scelte strategiche delle aziende per prevenire le crisi prima che sia troppo tardi, migliorando l'organizzazione e favorendo l'innovazione e la produttività”. Alle transizioni e agli epocali mutamenti geo-economici in cui siamo immersi ”non si risponde arroccandosi, ma investendo sulle persone, garantendo nuove forme di tutele universali, assicurando apprendimento continuo, sostegno al reddito e orientamento lungo tutto l'arco della vita lavorativa. Tutto questo deve rientrare in un patto sociale, che stabilisca target condivisi. L'accordo sulla rappresentanza che stiamo negoziando con le associazioni delle imprese è un primo tassello fondamentale”.
E della legge sulla partecipazione ha parlato anche il segretario confederale della Cisl Graziani, intervenendo sabato scorso al Meeting, nell’ambito dell’incontro “Dentro l’impresa, da protagonisti”. In attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, la legge ”valorizza il contributo di lavoratrici e lavoratori nelle imprese. Non si tratta di occupare il posto dell’imprenditore, ma di portare valore aggiunto per rendere le aziende più competitive e durature”. Per Graziani ”dobbiamo uscire definitivamente dalla logica del conflitto ideologico capitale-lavoro. La partecipazione — consultiva, organizzativa, economica o gestionale — non rappresenta un obbligo, ma un’opportunità: l’ascolto reciproco viene prima di tutto e il conflitto deve diventare solo l’extrema ratio”.
Giampiero Guadagni
