Lunedì 23 marzo 2026, ore 18:38

Economia 

Poste lancia un’Opas totalitaria per l’acquisizione di Tim 

Tim entra nel gruppo Poste ma la società resta "stand alone e l'iconico brand sarà protetto", ha confermato l'ad di Poste Matteo Del Fante rispondendo alle domande degli analisti.

"L'Opa totalitaria annunciata su Telecom Italia per 10,8 miliardi di euro è la conferma che Poste Italiane è oggi un'azienda solida, competitiva e proiettata sul futuro. Se l'operazione andrà in porto, come noi come Slp Cisl ci auguriamo, questo risultato sarà il frutto del lavoro e della professionalità di 120.000 donne e uomini che ogni giorno garantiscono i servizi postali e finanziari del Paese. A loro va il merito di questa forza", ha dichiarato Raffaele Roscigno, segretario generale di Slp Cisl. "Un'azienda che può permettersi un'acquisizione di questa portata - ha aggiunto Roscigno - non può al tempo stesso chiedere ulteriori sacrifici ai propri dipendenti. È il momento di aprire una stagione nuova, quella della partecipazione dei lavoratori ai risultati dell'impresa. Slp Cisl rivendica con forza che l'applicazione della Legge 76/2025 a Poste Italiane non è più rinviabile: i lavoratori che renderanno possibile questa operazione devono esserne protagonisti, non spettatori".

"Importante l'interessamento di Poste per l'acquisizione del 100% di Tim", ha dichiarato in una nota Alessandro Faraoni, segretario generale della Fistel Cisl. "Monitoreremo e valuteremo sempre con la massima attenzione come sindacato l'evoluzione dell'Opas", ha aggiunto. "Il futuro progetto industriale tra due aziende così importanti per il futuro delle stesse e per la digitalizzazione del Paese non può che essere vista con positività e sempre con la massima attenzione verso il capitale umano attuale, come del resto dichiarato dallo stesso ad di Poste Italiane nel comunicato stampa di ieri, ma anche per le future generazioni per le nuove competenze digitali necessarie alla transizione digitale", ha concluso Faraoni.

L'Opas di Poste su Tim dovrebeb essere lanciata a luglio. L'agenda prevede, illustra il direttore finanziario Camillo Greco, che il documento di offerta sia presentato entro metà aprile; a giugno dovrebbe riunirsi l'assemblea di Poste per l'aumento di capitale al servizio dell'offerta e l'Opas, ricevute le autorizzazioni dovrebbe essere lanciata a luglio per chiudersi nel quarto trimestre. Entro la fine dell'anno ci sarà anche la presentazione di un nuovo piano industriale del gruppo Poste. Nascerebbe così una piattaforma integrata da sistema Paese che conta ricavi per circa 26,9 miliardi e un'ebit aggregato di 4,8 miliardi, con oltre 150 mila dipendenti. L'operazione, non concordata con Tim ma che probabilmente non è nemmeno ostile, punta alla conquista dell'operatore telefonico, del quale ora Poste è primo azionista con quasi il 25% del capitale.

L'integrazione delle due società porterà poi Telecom Italia fuori dalla borsa. Il gruppo finale che nascerebbe avrebbe comunque una governance stabile, nella quale l'azionista di maggioranza, considerando anche le quote di Cdp, rimarrà comunque lo Stato italiano con un partecipazione sopra il 50%. L'annuncio è arrivato in serata e Poste evidenzia gli aspetti dell'operazione. In denaro saranno offerti 0,167 euro per ciascuna azione di Tim portata in adesione. A questo si aggiunge una parte in titoli pari a n. 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di Tim. Il corrispettivo complessivo, tra cash e azioni, "esprime una valorizzazione pari a euro 0,635 per ciascuna azione di Tim e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato venerdì al termine delle contrattazioni".

"L'obiettivo dell'operazione - spiega il comunicato di Poste - è dare vita ad un unico Gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane. Il nuovo Gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell'economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti".

Rodolfo Ricci

( 23 marzo 2026 )

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