Martedì 4 agosto 2026, ore 8:49

Dissesto idrogeologico 

Protezione civile, governance di segno politico 

Erano decenni che l’Italia non aveva un ministro per la Protezione civile: è una delle novità del governo Meloni. E ringrazio sempre il presidente del Consiglio per questo atto di stima e di fiducia. Occorreva una governance di segno politico in un campo ad alto contenuto tecnico qual è la Protezione civile ? Così ha ritenuto il capo del Governo e ci sono tutti gli elementi che confermano essere stata una scelta opportuna e utile, senza nulla togliere a Fabrizio Curcio, il nostro capo dipartimento il quale svolge al meglio il suo incarico, in piena armonia col sottoscritto. La ragione più importante, a parte la necessità di avere una guida con una responsabilità politica nella persona di un membro dell’esecutivo a ciò specificamente delegato, l’ha fatta emergere l’esperienza sul campo, in questi anni. Quando nel nostro territorio nazionale si verifica un evento disastroso – sia esso di natura sismica o idrogeologica, ad esempio – si attivano competenze che afferiscono a Ministeri e rami dell’amministrazione dello Stato, delle regioni, dei comuni. Ci sono attribuzioni che rientrano nella sfera di attività del ministeri dell’Interno, dell’Ambiente, dell’Agricoltura, delle Infrastrutture, dell’Economia e degli Affari europei, oltre che delle regioni e degli enti locali. Manca in atto, una regia unica degli interventi, un coordinamento di tutte le forze in campo, di fronte ad accadimenti che, per la loro stessa natura, presuppongono una visione e una gestione unitaria. A parte la frammentazione dei poteri, con i loro regimi giuridici diversificati, con reciproci attraversamenti e accavallamenti, si è posta una questione non meno seria: quella della pluralità e talvolta della dispersione delle risorse. Non ci nascondiamo che non esiste un’Autorità che sovraintenda all’impiego organico dei fondi destinati a una calamità e soprattutto che faccia il monitoraggio del loro impiego. La recente tragedia di Ischia ci parla di interventi di competenza locale che nel tempo non sono stati eseguiti o lo sono stati con ritardi di anni. Ciò chiarisce, almeno in parte, la “ripetizione” apparentemente inspiegabile di un fenomeno, nelle stesse località e alcune volte nei medesimi siti, di analoghi disastri a distanza di molto tempo. A Ischia – ma la stessa problematica si è posta nella tragedia di Giampilieri e Scaletta Zanclea del 2009, nella mia Sicilia - è accaduto questo, per riferirci a una drammatica realtà vicina nel tempo. Per fare fronte a tale esigenza, la presidente Meloni mi ha incaricato di coordinare un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti di tutte le amministrazioni centrali e territoriali titolate a intervenire in caso di disastri naturali e naturalmente dei nostri due capi dipartimento della Protezione civile e di Casa Italia. L’obiettivo è quello di semplificare accelerare le procedure e soprattutto giungere, da qui a poco, alla costituzione di una cabina di regia che sommi sintesi a rapidità degli aiuti alla popolazione. Protezione civile significa difesa della vita e della sicurezza della comunità nazionale, delle persone e del nostro patrimonio pubblico e privato. Sono consapevole del carico di responsabilità che mi è affidato: è mio obbligo morale e politico fare di tutto, a livello istituzionale e operativo, perché questo dovere di tutela sia adempiuto sempre con maggiore prontezza ed efficacia.
Nello Musumeci

( 28 febbraio 2023 )

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