Doppio allarme della Coldiretti sia per le conseguenze del conflitto in Iran sia per gli 'inganni' legati alla poca trasparenza in etichetta. Da Napoli, dove l'organizzazione professionale agricola ha riunito circa 5 mila coltivatori, l'SoS: la guerra in Iran rischia di causare un nuovo shock energetico per l'agroalimentare e per le famiglie italiane con un impatto pesante sui costi di produzione e sui consumi. L'incontro segue le precedenti mobilitazioni in tutta Italia che ad hanno toccato Piemonte, Puglia, Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna con oltre 25 mila soci agricoltori coinvolti sui grandi temi che riguardano l'agricoltura in Italia e nel resto del mondo. Dai costi energetici a quelli per i fertilizzanti, il conflitto tra Usa, Israele e Iran minaccia di replicare quanto accaduto con la guerra in Ucraina, rileva la Coldiretti, con il balzo alle stelle dei prezzi dei principali fattori di produzione, che dopo quattro anni restano sensibilmente più alti, dal +49% dei fertilizzanti al +66% per l'energia.
La difficile congiuntura internazionale rischia di pesare sulle imprese già colpite dalla concorrenza sleale delle importazioni selvagge dall'estero, con prodotti di bassa qualità coltivati con sostanze vietate in Europa che arrivano a tonnellate nei porti italiani, a partire proprio da quello di Napoli, per essere 'italianizzate' grazie a lavorazioni anche minime, sfruttando l'attuale normativa comunitaria. Al Palapartenope Coldiretti ha mostrato come petti di pollo, magari provenienti dal Sudamerica, vengono semplicemente panati oppure trasformati in crocchette ed esportati come Made in Italy. Cosce di maiale olandesi o danesi che vengono salate e stagionati per essere esportate come prosciutti tricolori. Ma, dice Coldiretti, l'inganno del codice doganale vale anche per altri prodotti per i quali in Italia c'è l'obbligo dell'etichetta d'origine ma non in Europa, come la mozzarella che può essere fatta con latte tedesco o polacco, o addirittura con cagliata ucraina, e poi venduta sui mercati comunitari come Made in Italy..
A Napoli Coldiretti ha ribadito dunque la necessità di cancellare l'attuale norma sull'ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che pesa sull'economia delle imprese agricole italiane in termini di redditi e opportunità di export e rappresenta un inganno per tutti i cittadini consumatori europei. Ma occorre anche l'obbligo dell'etichettatura di origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa. Del resto i timori per le scorte alimentari sono concreti, con anche Filiera Italia che chiede all'Ue di istituire con urgenza riserve strategiche agroalimentari, facendo tesoro delle lezioni apprese dai ripetuti shock sistemici che hanno messo in luce le vulnerabilità strutturali dell'Europa.
"In un momento di grave destabilizzazione globale, garantire liquidità immediata significa permettere alle aziende di operare con maggiore serenità", sostiene il direttore di Agea, evidenziando come la velocità dei pagamenti sia diventata uno scudo contro le crisi esterne. D’altrnde, soltanto sul piano delle decisioni politiche sono arrivati all'agricoltura oltre 15 miliardi di euro, a cui si aggiungerà l'ulteriore miliardo del ColtivaItalia che sarà approvato il prossimo mese. Il momento è drammatico, ma lo Stato e tutte le varie articolazioni, tra cui l'agenzia sul territorio nazionale, sono molto presenti e quindi anche il lavoro svolto negli ultimi tre anni in termini di velocizzazione e semplificazione dei pagamenti.
Rodolfo Ricci
