Sulle misure che l’Esecutivo intende attuare sono in corso interlocuzioni tra gli uffici della presidenza della Repubblica e quelli del ministero competente. Nel suo intervento a Porta a Porta, la premier Meloni ha spiegato che l’intento del Governo è quello di ”superare i ghetti”, sulla linea delle parole del Presidente della Repubblica ad Amatrice. E un ghetto, dice Meloni, ”è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua”. La volontà del Governo, insomma, è di arrivare ad una ”distribuzione più equa delle classi”. Si tratta di ”buonsenso”, come nel caso del burqa, che va vietato a scuola, e anche nei luoghi pubblici come propone FdI, pure per una questione di sicurezza.
Poi il riferimento che ha provocato polemiche politiche. Ha detto la premier: ”Da ministro dell'Istruzione, anche Sergio Mattarella redigeva circolari che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nelle stesse classi. Meloni respinge così l’interpretazione prevalente che ha letto le parole del Capo dello Stato all'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice come una contestazione al governo.
Dalle opposizioni si rileva che c'e' una netta differenza tra un testo di legge come quello proposto ora dall'Esecutivo e le circolari, come quelle scritte dall'allora ministro dell'Istruzione, definite ”includenti” e fatte con l'obiettivo di facilitare l'integrazione. Per la segretaria del Pd Elly Schlein ”Un modo, quello della premier, di tirare il presidente del la giacchetta sulla polemica del giorno che dimostra una evidente e totale mancanza di senso dello Stato. E una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato”. Una linea condivisa da tutto il resto delle opposizioni.
Mercoledì pomeriggio, nell’intervento di apertura della conferenza programmatica della Cisl Scuola la segretaria generale della categoria Barbacci ha rivolto a tutte le forze politiche l’appello a ”non fare della scuola un capitolo fra gli altri dei programmi elettorali. Non limitatevi a promettere una misura, non ricominciate ogni volta da una nuova riforma. Serve una politica nazionale per la scuola capace di guardare almeno ai prossimi dieci anni”. Ieri, nella seconda giornata dei lavori, il tema centrale sono stati opportunità e rischi dell’Intelligenza Artificiale, con un focus sull’impatto che ne deriva anche nella progettazione e gestione della didattica, con la necessità di nuove competenze per un sistema economico e sociale in continua e sempre più rapida evoluzione.
Giampiero Guadagni
