Giovedì 20 agosto 2026, ore 16:41

Manovra

Sindacati divisi dopo l'incontro a Palazzo Chigi

"È stato un incontro positivo e importante, in cui il Governo ha assunto diversi impegni coerenti con le richieste della Cisl non solo sul piano tecnico ma anche politico e strategico. Ora bisogna dare continuità al confronto per delineare insieme un intervento ben coordinato sia sul presente sia sulle prospettive del Paese”. E’ quanto sottolinea la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola. “Sono arrivati primi affidamenti su capitoli cari alla Cisl. Sul fronte della sanità, per esempio, il Governo ha comunicato l’intenzione di orientare nuove risorse. Altro tema fortemente sentito dalla Cisl è quello del il ceto medio, non adeguatamente sostenuto nell’ultima manovra. Giorgetti ha comunicato l’intenzione di ridurre l’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi fino a 50.000 euro: una scelta necessaria, che va ulteriormente consolidata portando la soglia a 60.000 euro, come abbiamo detto al ministro. Abbiamo inoltre ricevuto rassicurazioni sugli interventi a sostegno delle famiglie, delle donne e dei giovani, elementi decisivi per contrastare l’inverno demografico, così come sulla conferma delle misure per il Mezzogiorno e per le Zone Economiche Speciali.
La Cisl ha ribadito poi alcune priorità, a partire dalla necessità di defiscalizzare i premi di risultato legati alla contrattazione di secondo livello, su cui l’Esecutivo si è impegnato a intervenire, per elevare la produttività e redistribuirla sui salari. Altrettanto importante la detassazione delle tredicesime per lavoratori e pensionati a partire da quest’anno,  la creazione di un fondo di perequazione per i dipendenti degli enti locali, la firma di tutti i contratti pubblici ancora aperti. Fondamentale sarà dare risposte concrete al pubblico impiego, scuola università, ricerca, su cui scongiurare ogni taglio e anzi tornare a investire, anche in termini di reclutamenti e stabilizzazioni. Sotto il profilo degli investimenti produttivi, delle infrastrutture materiali e sociali, e delle politiche industriali sarà essenziale, fra l’altro, accelerare la messa a terra delle risorse ancora inutilizzate del PNRR. C’è da dare un segnale di inclusione forte sul sistema pensionistico e vanno finanziate adeguatamente politiche contro la povertà e a sostengo della non autosufficienza”, conclude Fumarola. Questi interventi devono  inserirsi in una cornice complessiva. Serve una visione d’insieme, una strategia condivisa che punti a costruire quel Patto della Responsabilità proposto dalla CISL, strumento essenziale per rafforzare coesione sociale, crescita economica e partecipazione democratica nel nostro Paese.”

"Dopo questo incontro - ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini - le ragioni che ci hanno portato a lanciare una grande mobilitazione per il 25 ottobre in piazza San Giovanni sono più che motivate. Abbiamo anche detto in modo chiaro che siamo contrari alla scelta che sta facendo il governo per aumentare la spesa per le armi: siamo di fronte al fatto che anziché aumentare la spesa sanitaria, i salari, ridurre il costo dell'energia, l'unico investimento in più che viene fatto con questa manovra sono nei prossimi 2-3 anni 23 miliardi per le armi. Siamo contrari a questa scelta, la consideriamo sbagliata, un errore e per questo penso sia importante mobilitarsi perché oggi dire no al riarmo vuol dire anche rimettere al centro il lavoro, la sanità, i salari e i diritti fondamentali delle persone. Intanto noi verificheremo quali saranno i margini", ha detto replicando a chi gli chiedeva se a questo punto si potesse ipotizzare uno sciopero: "dobbiamo veder quella che sarà la manovra: se io sto a oggi non abbiamo avuto alcuna risposta ai temi posti quindi una grande volontà di confronto non l'ho vista". "Noi abbiamo posto problemi seri - ha concluso - intanto vogliamo chiamare a questa piazza per il No al riarmo, poi valuteremo. Non siamo disponibili ad accettare questa politica economica che sta mettendo in ginocchio questo Paese".

Il Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha detto che "È importante intervenire sui salari, il problema di questo Paese sono i bassi salari, il fatto che loro non abbiano potuto recuperare la perdita del potere d'acquisto. Quindi al governo abbiamo chiesto di detassare gli aumenti contrattuali, di quelli che si stanno per rinnovare e di quelli che saranno rinnovati e di spostare le risorse già previste per il 2027 per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego al rinnovo immediato dei contratti". Quella sui salari è parte "di un pacchetto di quattro priorità" presentate all'esecutivo e "condivise anche con Confindustria".

( 10 ottobre 2025 )

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