Lunedì 2 marzo 2026, ore 23:19

Medio Oriente

Teheran conferma la morte di Khamenei

L'Iran «ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto» non lo abbia fatto prima. «È meglio che non lo facciano, tuttavia, perché se lo facessero li colpiremmo con una forza mai vista prima!». È il monito del presidente americano Donald Trump, affidato al suo social Truth e indirizzato a Teheran, dopo che i Pasdaran hanno preannunciato attacchi durissimi in risposta a quelli di ieri di Usa e Israele che hanno portato all'uccisione della Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei.

La morte di Ali Khamenei è un momento decisivo nella storia dell'Iran. Ciò che accadrà in seguito è incerto. Ma ora si apre una strada verso un Iran diverso, un Iran che il suo popolo potrebbe plasmare con maggiore libertà». È quanto scrive su X l'Alta Rappresentante Ue, Kaja Kallas. «Sono in contatto con i partner, compresi quelli nella regione che subiscono il peso delle azioni militari iraniane, per individuare misure concrete per la de-escalation», spiega Kallas.

In un messaggio di condoglianze al presidente iraniano Massud Pezeshkian, Vladimir Putin ha condannato quello che ha definito «l'assassinio» della Guida Ali Khamenei, «commesso in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale». Il testo è stato diffuso dalla presidenza russa.

Intanto l bilancio delle vittime dell'esplosione che ha colpito una scuola femminile nella città di Minab, nel sud dell'Iran, durante gli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele è salito a 148, con 95 feriti. Lo riporta la Cnn citando un il procuratore locale. La Cnn ha geolocalizzato il video dalla scena alla scuola Shajaba Tayyiba, che si trova a circa 60 metri da una base militare iraniana. Sembra che la scuola facesse in precedenza parte della base, ma le immagini satellitari mostrano che i due siti sono separati almeno dal 2016. I media statali iraniani avevano precedentemente riferito che il numero delle ragazze uccise era di almeno 118. Interpellato sull'attacco, il portavoce del CENTCOM, Tim Hawkins, ha dichiarato: «Siamo a conoscenza di segnalazioni di danni ai civili derivanti dalle operazioni militari in corso. Prendiamo sul serio queste segnalazioni e le stiamo esaminando. La protezione dei civili è della massima importanza e continueremo a prendere tutte le precauzioni disponibili per ridurre al minimo il rischio di danni involontari».

( 1 marzo 2026 )

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