Martedì 7 luglio 2026, ore 16:43

G7 

Ue: l'Ucraina ha bisogno di difese aeree 

Vladimir Putin bussa alla porta del vertice Nato. Alla vigilia della riunione di Ankara, la Russia ha colpito all'alba di lunedì notte. I bombardamenti, secondo un bilancio ancora provvisorio, hanno causato 18 morti e più di 50 feriti. Mosca prepara "un aumento del numero e dell'intensità degli attacchi", in risposta ai "tentativi occidentali di usare Zelensky per attaccare obiettivi civili russi". La minaccia arriva dal ministero della difesa, che ha denunciato un tentativo ucraino di lanciare un "attacco massiccio" contro la Russia, con 625 droni, affermando di averne abbattuti 613. Secondo il ministero, l'attacco ucraino doveva permettere a Zelensky di dimostrare ai suoi sostenitori di essere pronto a colpire obiettivi civili alla vigilia del vertice NATO, e in particolare aveva come bersaglio le infrastrutture petrolifere e logistiche civili russe. Dopi il raid contro la capitale, il presidente ucraino ha dichiarato su Telegram che "è fondamentale che il mondo, in primis gli Stati Uniti e i nostri partner europei, lascino il vertice NATO di Ankara con decisioni ferme a favore della nostra difesa aerea e, quindi, della protezione della vita dei cittadini". Zelensky chiede l'utilizzo dei missili patriot. "Finché rimarranno negli hangar dei nostri alleati - ha detto - ciò incoraggerà la Russia a continuare a 'vincere' la sua guerra contro i nostri edifici residenziali". Gli ha risposto a stretto giro di posta Ursula von der Leyen. "L'Ucraina ha urgente bisogno di maggiori difese aeree", ha scritto su X, il presidente della Commissione europea. "Ne discuteremo questa settimana ad Ankara al vertice NATO", ha rivelato, "e stiamo facendo tutto il possibile per finalizzare il ventunesimo pacchetto di sanzioni nei prossimi giorni. Continueremo ad aumentare la pressione finché la Russia non porrà fine allo spargimento di sangue". Sebbene le difese aeree ucraine abbiano intercettato con successo 37 dei 39 missili da crociera (Kh-101 e Kalibr) lanciati dalla Russia durante la notte, oltre a centinaia di droni, Kiev non è però riuscita ad abbattere nessuno dei missili balistici Iskander-M/S-400 o dei missili antinave lanciati contemporaneamente, come ammesso da Yuri Ihnat, capo del dipartimento comunicazioni del Comando aereo delle Forze armate ucraine, secondo quanto riporta Le Monde, citando l'emittente RBK Ukrainska. La ragione principale di questo fallimento è proprio la carenza di missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot, che la Russia sta sfruttando utilizzando missili balistici che sono molto più difficili da intercettare rispetto ai missili da crociera o ai droni. Lo Stato Maggiore ucraino ha poi annunciato su Facebook di aver colpito la raffineria di Omsk, situata nell'omonima città, a oltre 2.500 chilometri dal confine ucraino, di proprietà di Gazprom Neft, che è la più grande della Russia, con una capacità di raffinazione di oltre 20 milioni di tonnellate all'anno. Insieme alla compagnia petrolchimica di Angarsk, nella regione di Irkutsk, è tra le poche che non erano state attaccate fino ad ora. Il ministero della difesa britannico ha annunciato che il 2 luglio scorso un aereo russo è stato intercettato dopo "un'azione pericolosa" vicino a una portaerei britannica nel Mar di Norvegia.
Pierpaolo Arzilla

( 6 luglio 2026 )

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