Arriva un altro tassello del taglio dell'Irpef per il ceto medio. Viene resa strutturale l'esenzione del bollo auto.C'è il "salvadanaio" previdenziale per i nuovi nati e viene rafforzato il congedo parentale. Viene poi introdotto un premio per i lavoratori under30 e arriva un voucher da 300 euro per le spese sanitarie degli anziani. E ancora risorse per la sanità, sostegni per le imprese. La quinta manovra del governo Meloni mette insieme 26 miliardi e si inserisce nel solco delle precedenti, concentrando tutte le risorse su quelle che il centrodestra considera le priorità: famiglia, natalità, riduzione delle tasse, tutela del potere d'acquisto, incentivi al lavoro, imprese, salute. Il conto sale rispetto alle tabelle del Dpb che indicavano interventi per 23,5 miliardi.
"Abbiamo lavorato con grande serenità, con buon senso, con compattezza, guardando solo a quello che era meglio per i cittadini", sintetizza la premier Giorgia Meloni, sottolineando il "lavoro di squadra" dei ministri che ha portato ad un'approvazione "serena" in Cdm. Per rendere plastico il concetto scende in conferenza stampa insieme ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e al suo vice Maurizio Leo, per illustrare le misure. Sottolinea che la manovra va letta come "un altro tassello di una strategia con una logica di legislatura" e puntualizza: "anche questa volta non abbiamo distribuito risorse a pioggia, non abbiamo fatto promesse che non potevamo mantenere".
La premier tiene il punto con le banche e le assicurazioni, dopo l'imposizione di un corposo contributo da 5,5 miliardi su cui per giorni gli istituti hanno espresso contrarietà (ultima oggi l'Ania: "non siamo un giacimento fiscale da sfruttare"). Nonostante non ci sia stato margine per raggiungere un accordo preventivo, la premier ringrazia il settore finanziario: penso che "comprendano la situazione e condividano" la necessità di "dare una mano". Un contributo di 700 milioni viene chiesto alle società energetiche. Altri 700 arriveranno dai giochi. Ma "non è una manovra contro qualcuno", mette in chiaro Meloni: il momento è complesso e "abbiamo chiesto di dare una mano a chi ha meno problemi".
Lo Stato, del resto, spiega, dà il "buon esempio" con circa 1 miliardo di tagli ai ministeri. Giorgetti, che ha avuto l'amaro compito di "far quadrare le tante richieste, aspettative e necessità", parla di una manovra "seria", rivendicando il risultato di "continuare a garantire la sicurezza della finanza" in un contesto "non favorevole". Soddisfatti anche i vicepremier, che riescono a piantare ciascuno le proprie bandierine. Salvini incassa l'estensione della flat tax fino a 100mila euro e cavalca come un successo il un fondo da 850 milioni per la flessibilità in uscita: le misure però verranno dettagliate durante la conversione in Parlamento e la proposta leghista di pensionamento 64 anni costa il doppio, 1,6 miliardi. Tajani ottiene - dopo che la misura era sfumata - il taglio (ridotto) dell'Irpef e la proroga di sei mesi della plastic e sugar tax. E anche sulle banche rivendica l'importanza di aver escluso quelle prossimità dalla richiesta di sostegno: certo, "le grandi non saranno tutte contente - ammette -, però a loro non provoca problemi".
"In attesa di leggere il testo del disegno di legge di Bilancio, la nostra è una valutazione articolata: ci sono scelte che vanno nella direzione indicata dalla Cisl, altre da migliorare e diversi aspetti da verificare nel dettaglio. Di certo la coperta è stretta, perché dei 26 miliardi della manovra più della metà vincolati dalle clausole europee di salvaguardia. Con margini così ridotti, è apprezzabile che il governo abbia evitato logiche elettorali e bonus a pioggia, concentrando le poche risorse su scelte selettive". È quanto sottolinea la Cisl in una nota sulla manovra varata dal governo.
Sul fisco, l'aliquota Irpef del 33% estesa fino a 55 mila euro "dà un primo segnale al ceto medio, come avevamo chiesto. Ci impegneremo per andare oltre, alzando la soglia a 60 mila euro e recuperando risorse con la sterilizzazione del beneficio sopra i 100 mila. Positiva la conferma, per circa 9 miliardi, delle misure in scadenza, che dovrebbero comprendere il finanziamento della legge sulla partecipazione, da rendere strutturale e la detassazione all'1% dei premi di produttività contrattati al livello decentrato, da portare a zero, il bonus mamme e gli sgravi per chi assume. Apprezzabile l'incremento di dotazioni per la Zes unica", aggiunge la
Cisl.
"Bene - prosegue - anche i 3,4 miliardi in più al Fondo sanitario nazionale, con una quota destinata agli stipendi dei medici di pronto soccorso, la prima linea della sanità pubblica".
"Le nuove regole di indicizzazione delle pensioni che emergono dalle anticipazioni sulla manovra di bilancio colpiscono il ceto medio dei pensionati a cui negli anni sono già stati richiesti continui sacrifici e strette sulla perequazione al costo della vita. Il costo del positivo intervento di estensione dell'aliquota Irpef del 33% sui redditi fino a 55 mila euro non può essere fatto pagare, neppure parzialmente, ai pensionati",ha affermato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, interpellata sul tema della rivalutazione delle pensioni nella legge di Bilancio.
"È un problema di giustizia sociale - sottolinea - perché tagliare la perequazione sui trattamenti superiori a 4 volte il minimo significa chiedere un ulteriore sacrificio a quei pensionati che hanno pensioni lorde di poco superiori a 3mila euro e che negli anni hanno già subito una perdita del potere d'acquisto. Chiediamo su questo una modifica delle misure nel segno di una maggiore equità perché non si può colpire quella massa di contribuenti che la loro pensione l'hanno maturata negli anni attraverso il lavoro e il pagamento dei contributi previdenziali",ha concluso la leader della Cisl.
Rodolfo Ricci
