L'Aula della Camera ha approvato in via definitiva con 143 voti a favore, 105 contrari e 3 astenuti il decreto sicurezza nei luoghi di lavoro. Già approvato dal Senato, il provvedimento contiene misure che vanno dall'autorizzazione alla revisione delle aliquote di oscillazione e dei contributi in agricoltura da parte dell'Inail, alla stabilizzazione di medici specialisti e infermieri (sempre da parte dell'Inail) fino ad alcune norme sulla Protezione civile, compresa la proroga dello stato di emergenza dichiarato dopo le alluvioni del 2023 in Toscana.
Il decreto si propone di intervenire sul tema sicurezza in maniera organica affrontando cinque aspetti fondamentali: definizione di meccanismi premianti o penalizzanti in base al reale rischio d’impresa; ricerca di una maggiore trasparenza all’interno della filiera degli appalti; messa in campo di una formazione più puntuale, congrua e continua; potenziamento dei controlli e della vigilanza; maggiore collaborazione tra istituzioni, parti sociali e professioni ordinistiche.
Sul fronte degli incentivi, dal 2026 le imprese virtuose potranno beneficiare di agevolazioni, mentre quelle con alti tassi di infortuni subiranno penalizzazioni. L’obiettivo è premiare chi investe in prevenzione e responsabilizzare chi non lo fa. Per garantire trasparenza, il decreto rafforza la vigilanza lungo la filiera degli appalti e subappalti, riducendo le zone d’ombra che spesso favoriscono irregolarità. La formazione diventa più stringente: percorsi specifici per settori a rischio, aggiornamenti periodici e accesso gratuito alle norme tecniche, per assicurare competenze pratiche e non solo teoriche.
Un capitolo importante riguarda i controlli: aumentano le risorse per la vigilanza nei luoghi di lavoro e viene introdotto il badge di cantiere con codice univoco, pensato per migliorare la tracciabilità e contrastare il lavoro irregolare. Al fine di rafforzare le capacità dell'Ispettorato nazionale del lavoro e dell'Arma dei carabinieri, l'Inail è autorizzata ad assumere - per gli anni 2026, 2027 e 2028 - 300 unità di personale, elevando a 10 (da 8) il numero massimo di posizioni dirigenziali di livello generale. Aumentano da 710 a 810 i carabinieri assegnati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per i servizi di vigilanza per l'applicazione delle leggi sul lavoro, previdenza e sull'assistenza sociale. Le assunzioni sono autorizzate dal settembre 2026 al settembre 2027. Cambiano le norme anche sui controlli sanitari obbligatori per i lavoratori: tra gli obblighi del medico competente, quello volto alla promozione della prevenzione oncologica. Infine, il decreto punta a una collaborazione più stretta tra Ministero, Regioni, sindacati e ordini professionali, per coordinare meglio le politiche di prevenzione.
Tra le altre novità spiccano l’inasprimento delle sanzioni (da 6 mila a 12 mila euro) per la mancata adozione della patente a crediti nei settori ad alto rischio, l’obbligo di visite mediche in orario di lavoro e campagne di screening, l’estensione della tutela Inail agli studenti impegnati in percorsi formativi e l’equiparazione delle associazioni di volontariato di protezione civile alle imprese per formazione e controlli.
Commenta il segretario confederale della Cisl Pirulli: “Con il via libera definitivo della Camera “si compiono importanti passi avanti nel rafforzamento delle tutele per lavoratrici e lavoratori, nella promozione della salute. e nel potenziamento del sistema dei controlli e della prevenzione”. Aggiunge Pirulli: “Il provvedimento introduce elementi significativi sul fronte della formazione, della vigilanza e della responsabilità delle imprese, in particolare negli appalti e nei subappalti . Importante e inoltre l'introduzione del badge elettronico a partire dai cantieri edili, un segnale positivo che va nella direzione da tempo indicata dalla CislL. Certo rileviamo con disappunto la deroga sulla formazione per alcuni settori a rischio, introdotta nel percorso di conversione”. Ora quindi ”il vero banco di prova sarà l'attuazione concreta di quanto previsto dalla norma. È indispensabile dare piena e serrata continuità al confronto con le parti sociali per tradurre gli impegni legislativi in misure efficaci, operative e realmente capaci di incidere sulla qualità e sulla sicurezza del lavoro”. Per la Cisl, conclude Pirulli, “solo attraverso un coinvolgimento strutturato delle parti sociali e un monitoraggio costante dell'applicazione delle nuove disposizioni sarà possibile rendere effettivi gli avanzamenti contenuti nel decreto e rafforzare davvero la cultura della prevenzione nel nostro Paese”.
Critiche le opposizioni e la Cgil, per le quali il decreto è solo uno spot che non affronta i problemi veri della sicurezza.
La ministra del Lavoro Calderone parla di ”risposta concreta e non retorica a una priorità del governo Melonio: rendere il lavoro sicuro e di qualità. In altre parole, mettere in sicurezza il futuro. Il via libera finale è un traguardo importante, possibile grazie a un lavoro condiviso con tutte le parti sociali. Il confronto resta aperto, per proseguire la nostra azione a favore di un sistema efficiente di prevenzione e promozione della salute e della sicurezza sul lavoro”.
Critiche le opposizioni e la Cgil, per le quali il decreto è solo uno spot che non affronta i problemi veri della sicurezza.
Di sicurezza sul lavoro ha parlato ieri anche Papa Leone XIV ricevendo in udienza i rappresentanti dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro. ”Ancora oggi sono troppi gli incidenti e le morti bianche. Quelli che dovrebbero essere sempre spazi di vita - in cui le persone trascorrono ogni giorno molta parte del loro tempo e impiegano una grande porzione delle loro energie - frequentemente si trasformano in luoghi di morte e di desolazione. Prevenire è meglio che curare”.
Giampiero Guadagni
