Sabato 8 agosto 2026, ore 1:23

Una goccia nella tempesta mediatica di Charlie Hebdo

Dopo la grande manifestazione in memoria delle vittime di Charlie Hebdo, oggi, a Parigi, si terrà un’altra cerimonia di commemorazione. Molto più modesta e più raccolta, se così vogliamo dire. La piccola avenue de la Paix, nel quartiere di Montrouge, sarà intitolata a Clarissa Jean-Philippe, la prima vittima di Amedy Coulibaly, assassinata con una pallottola nella schiena l’8 gennaio 2015. Appena quattro giorni più tardi avrebbe dovuto entrare di ruolo nella polizia municipale di Montrouge, avendo completato il suo tirocinio. Fin dalla sua infanzia in Martinica, aveva giurato che sarebbe diventata un’agente di polizia per proteggere la madre dalle botte di suo padre. Ancora pochi giorni e il suo sogno sarebbe diventato realtà. Poliziotta a 25 anni! Il 7 gennaio aveva dovuto rassicurare la madre che si preoccupava per lei perché, dopo la strage alla redazione di Charlie Hebdo, i fratelli Kouachi erano ancora latitanti. Giovedi 8 gennaio, alle 7 e 20 del mattino, la giovane poliziotta era stata chiamata con il suo compagno di pattuglia per un banale incidente stradale tra Montrouge e Malakoff. Anche due agenti della stradale si trovavano lì, quando la loro attenzione fu attirata dal comportamento sospetto di un individuo. Un’esplosione e Clarissa Jean-Philippe era già crollata sull'asfalto. Un uomo vestito con un mantello con cappuccio nero e un giubbotto antiproiettile era sbucato dal nulla e gli aveva sparato alla schiena con il kalashnikov. Avrebbe voluto commettere una strage nella vicina scuola ebraica? O l'obiettivo era proprio la polizia? Fatto sta che poche ore più tardi Amedy Coulibaly, complice dei fratelli Kouachi, attaccava un supermercato kosher nella periferia Est di Parigi, facendo 4 vittime e prendendo 12 ostaggi, prima di essere ucciso dalla polizia. Così, per un gioco del destino, Clarissa ha finito per rimanere nella storia una vittima di minore importanza, una goccia tra le tempeste emotive e mediatiche scatenate dalla strage di Charlie Hebdo e l'attacco al supermercato kosher. La sua casa in Martinica, tra alberi di banane, è stata trasformata in un memoriale. Sono esposti in una vetrina la divisa, il suo portatile, la sua croce cattolica e la laurea, in attesa della Legion d'Onore attribuita postuma. In paese hanno eretto una statua per ricordarla. A Montrouge, invece, le sarà dedicata una piccola strada. La targa verrà posta proprio oggi. Chissà quanti francesi saranno lì per ricordarla? Era un’immigrata anche lei. Ma è morta servendo la Francia

( 9 gennaio 2016 )

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