Giovedì 2 luglio 2026, ore 20:10

Contratti 

Istruzione e Ricerca, in arrivo aumenti e arretrati 

Con l'ultimo step tecnico all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni è operativo il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027. Circa 1,2 milioni di dipendenti, quasi un terzo del personale pubblico, potrà ricevere sia gli aumenti strutturali, in media 137 euro mensili per l'intero comparto, sia gli arretrati maturati fino a 1.253 euro. Quanto al settore scuola, per i docenti l'aumento medio è di 143 per gli insegnanti e di 107 per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, mentre gli incrementi retributivi mensili complessivi sono di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli Ata. Oltre agli arretrati pari a 855 euro per la prima categoria e 633 per la seconda. Sempre per quanto riguarda gli arretrati gli importi stimati sono pari a 1.253 euro per il personale degli enti di ricerca, 1.034 euro per il personale Afam e 854 euro per il personale universitario.
Il ministro dell'Istruzione Valditara pone l'accento sul fatto che il contratto è ”immediatamente efficace dalla sottoscrizione” e pertanto ”gli aumenti inclusi gli arretrati, saranno corrisposti già nel periodo estivo”. E ricorda che dall'insediamento del Governo sono stati sottoscritti tre contratti nel comparto Scuola, ”un risultato straordinario”, lo definisce. Risultato reso possibile, puntualizza, grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio e alle risorse aggiuntive del suo Ministero per il personale scolastico, pari a 300 milioni per il contratto 2019-2021 e 240 milioni per il 2022-2024. Per il ministro della Pubblica Amministrazione Zangrillo c'è un altro risultato: ”Continuiamo a dimostrare che rinnovare i contratti nei tempi previsti è possibile. Si tratta di un cambio di passo concreto, che dimostra attenzione verso le nostre persone e il valore che attribuiamo al loro lavoro”. Da parte sua il presidente dell’Aran Naddeo rimarca come questo contratto sia stato ”avviato e chiuso in soli tre incontri negoziali. Per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali pubbliche, il comparto Istruzione e ricerca ha aperto la tornata nazionale. È la conferma che, quando ci sono l'impegno politico nello stanziamento delle risorse e una volontà condivisa tra le parti, la contrattazione pubblica può essere rapida, efficace e unanime”. Nel frattempo proseguono all'Aran le trattative per la parte normativa del contratto che completerà il quadro regolatorio del comparto.
Soddisfatta la Cisl. L'importanza di un rinnovo che, per la prima volta, avviene nel corso del periodo di vigenza del contratto e non a triennio abbondantemente scaduto, come purtroppo quasi sempre accaduto in precedenza, è sottolineata dalla segretaria generale Cisl Scuola Barbacci. ”La puntualità dei rinnovi contribuisce a tutelare più efficacemente il potere d'acquisto delle retribuzioni; questo rinnovo contrattuale, sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, nessuna esclusa, è un altro passo concreto lungo un percorso di valorizzazione di tutte le professionalità, obiettivo che la Cisl Scuola continuerà a perseguire con determinazione, a partire dal negoziato tuttora in corso sulla parte normativa del contratto nazionale”.
Osserva la segretaria generale della Cisl Fumarola: ”Per la Cisl la firma di questo contratto è motivo di grande soddisfazione dal momento che diventano così operative le disposizioni economiche in esso previste tra cui: aumenti tabellari intorno ai 140 euro medi che insieme ai due rinnovi ravvicinati conseguono un incremento di tutto rispetto; la corresponsione degli arretrati maturati fin ora; l'adeguamento delle altre voci retributive previste dall'accordo”. Aggiunge Fumarola. ”Il rinnovo di tre contratti in meno di tre anni è per la Cisl un segnale di grande attenzione per oltre un milione e duecentomila lavoratrici e lavoratori di un comparto che e' costantemente impegnato in un ruolo delicato e fondamentale per il futuro di qualunque società come quello della crescita e dell'educazione delle future generazioni. Il confronto prosegue con l'auspicio di chiudere presto e bene anche rispetto agli altri istituti della parte normativa”.
Giampiero Guadagni

( 2 luglio 2026 )

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