Sabato 25 aprile 2026, ore 4:51

Vertenze

Lavanderie industriali: interrotte le trattative per il rinnovo del contratto

Si rompe il tavolo per il rinnovo del contratto nazionale delle lavanderie industriali. Dopo mesi di confronto serrato le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno deciso di interrompere le trattative e proclamare lo stato di agitazione. Una decisione definita “indifferibile” dalle sigle sindacali, maturata al termine di un negoziato lungo e complesso che avrebbe dovuto portare alla firma del nuovo contratto per il triennio 2026-2028. Il precedente accordo è infatti scaduto lo scorso 31 dicembre e coinvolge circa 25mila lavoratrici e lavoratori impiegati in oltre 1.200 imprese su tutto il territorio nazionale.

A far saltare il tavolo, spiegano i sindacati, è stato il venir meno degli impegni presi dalle controparti datoriali durante gli incontri precedenti. In particolare, i nodi irrisolti riguardano tre aspetti centrali: gli aumenti salariali, l’organizzazione dell’orario di lavoro e il riconoscimento del tempo di vestizione. “Attendevamo la chiusura della trattativa”, sottolineano i sindacati, evidenziando come il confronto fosse iniziato già lo scorso novembre con la presentazione della piattaforma rivendicativa. Un percorso che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto portare a un accordo condiviso, ma che si è invece arenato.

Secondo Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil l’atteggiamento della controparte datoriale dimostra una “scarsa volontà” di arrivare a una soluzione concreta. Al centro della vertenza restano le condizioni di lavoro in un comparto spesso caratterizzato da ritmi intensi e attività fisicamente impegnative. I sindacati denunciano il mancato riconoscimento di miglioramenti sia sul piano economico sia su quello organizzativo. “La rottura - affermano - penalizza direttamente le persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento del servizio, senza vedersi riconosciuti adeguamenti salariali né interventi per rendere meno gravoso il lavoro”.

Con l’apertura dello stato di agitazione, si apre ora una nuova fase di mobilitazione. Le segreterie nazionali hanno ricevuto mandato di organizzare iniziative e azioni a sostegno della vertenza. Nei prossimi giorni saranno convocate assemblee nei luoghi di lavoro, momento fondamentale per informare e coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori sulle prossime mosse. Per i sindacati il messaggio è chiaro: senza risposte concrete su salario e diritti, la mobilitazione è destinata a intensificarsi.

Sara Martano

( 24 aprile 2026 )

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