Martedì 21 aprile 2026, ore 16:01

Mostre

Boldini, il sogno della bellezza della femme fatale

di STELLA FANELLI

Parigi. Volgere del XIX secolo: i boulevards brillano di luci, le carrozze scorrono lungo gli Champs Elysees, nei Caffè i poeti riempiono di versi malinconici i loro taccuini sgualciti, i teatri mettono in scena lo spettacolo della vita, effimera e seducente e l’italiano Giovanni Boldini impugna il pennello come una bacchetta magica regalando al mondo, alle soglie della Grande Guerra, il sogno della Bellezza. Era la Belle Epoque, e il pittore ferrarese ne sarà il più raffinato interprete. Stabilitosi nella capitale francese nel 1871, Boldini si afferma presto come ritrattista, guarda alla realtà per cercarvi il lato vezzoso, il capriccio, conducendo egli stesso una inquieta vita mondana e rubando l’anima del tempo per imprimerla nel colore e nelle figure sulla tela. Le sue donne incarnano l’ebbrezza di un’epoca che si annuncia piena di promesse e l’illusione, la vanitas. L’universo pittorico boldiniano è abitato da sofisticate e sensualissime Veneri, è un microcosmo rosa in cui la femminilità è celebrata da un artista che suscita clamore e una controversa condi siderazione presso i critici.

La materia pittorica stessa diventa il linguaggio con il quale si esprime la donna nuova, disinibita, padrona del suo destino, forte e felice, musa e icona che ricerca il vanto e il protagonismo dentro la Storia, colta nell’attimo di uno sguardo che seduce l’occhio che guarda e subito scivola sulle stoffe degli abiti sontuosi resi da pennellate vibranti e accese di passione.

Boldini come nessuno rivela la straordinaria dote di esprimere il ritmo della modernità che incalza e di trascinarci dentro i suoi ritratti a la mode in cui palpita il Desiderio che ci anima. Dopo Firenze e Pisa in cui sono attualmente in corso due mostre che conducono al cuore della Belle Epoque, anche Lucca si prepara a offrire un grande evento espositivo interamente dedicato allo stile e alla visione di un uomo che ha imposto come valore assoluto la Bellezza della Donna, il Piacere.

La mostra “Giovanni Boldini. La seduzione della pittura” inaugurata il 2 dicembre presso gli spazi delle suggestive sale della Cavallerizza nel centro storico lucchese e fino al 2 giugno 2026 permette di ammirare oltre cento dipinti dell’artista ferrarese che ha incantato con la sua arte la Francia fin de siècle ed esibito una femminilità determinata a sottrarsi finalmente agli schemi che la relegavano ai margini della società. L'esposizione, prodotta da Contemplazioni e curata da Tiziano Panconi, ha l’intento di esplorare l'evoluzione stilistica del pittore, ponendo al centro il ritratto femminile che si fa strumento di indagine psicologica e racconto che restituisce l’energia della vita moderna. Non volto, ma presenza, la figura emerge e si dissolve nello stesso istante, come se l’eleganza stessa fosse dinamica sensualità, la posa slanciata, lo sguardo sfuggente, così Boldini ritrae nel 1916 Olivia de Subercaseaux Concha, nel suo La signora in rosa una delle tele in esposizione. Confluiscono nell’allesti mento oltre ai celebri “La signora in Grigio” e il “Ritratto di Consuelo Vanderbit”, studi e bozzetti, opere che provengono dalle più prestigiose collezioni pubbliche e private tra cui le Gallerie degli Uffizi e il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e arricchiscono la mostra installazioni multimediali, fotografie d’epoca, documenti originali attraverso i quali inscrivere storicamente la produzione pittorica di Boldini accanto ai cui dipinti figurano anche quelli degli artisti a lui contemporanei come Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito, Vittorio Matteo Corcos che connotano un’età e intersecarono le proprie scelte e le vite a quella dell’italiano che sedusse l’alta società pagina. «Vi è un lampo di vita fuggevole da acchiapparsi al volo ed egli l’e sprime con un frego, in uno svolazzo, in un fiocco; lo suggerisce con un tocco rozzo o livido sulle labbra, con un cerchio paonazzo intorno a due occhi febbrili, lo fa tremare in un ricciolo di capelli ribelli sur una nuca di donna. E lo fa bene» così Ardengo Soffici su La Voce nel marzo del 1909 celebra il talento di un artista che, esaltando la femminilità suprema e irresistibile che fu l’essenza sfolgorante di un’epoca, aveva fissato il suo nome tra quelli dei più grandi pittori del secolo scorso.

( 21 aprile 2026 )

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La mostra presso gli spazi delle suggestive sale della Cavallerizza nel centro storico lucchese

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