Mercoledì 3 giugno 2026, ore 13:33

Mostre

Un viaggio a ritroso

di ELIANA SORMANI

Villa Reale di Monza si conferma, con i suoi cinque spazi allestiti a mostre temporanee e permanenti, uno dei poli museali più importanti del territorio di Monza Brianza, dopo il suo accreditamento a Museo avvenuto a Dicembre 2025, grazie alle sua offerta culturale variegata indirizzata ad aumentare la sua identità culturale. In linea con la sua finalità storica si pone la mostra “Storia del Regno d’Italia: da Napoleone a Umberto I”, allestita dal 17 aprile al 20 settembre 2026, presso il suo spazio del “Belve dere”, curata da Vincenzo Panza, uno tra i più autorevoli collezionisti legati alla storia di Casa Savoia e del Risorgimento italiano, con la direzione esecutiva di Samantha Ceccardi, in collaborazione con la Collezione Sabauda di Fabrizio Bava e dello stesso Panza, nonché promossa e prodotta da Visionplus. Un vero e proprio viaggio iconografico a ritroso nel tempo che vuole ricostruire la storia della nostra nazione attraverso oggetti autentici, dipinti busti, sculture, uniformi originali, decorazioni, documenti autografi e oggetti appartenuti a uomini dell’e -poca: un patrimonio documentaristico che è stato testimone diretto della storia. Come dichiara il curatore Vincenzo Panza “Que sta mostra nasce dal desiderio di restituire alla storia il suo volto più autentico e umano dove ogni oggetto esposto non è solo testimonianza, ma è stato protagonista degli eventi che hanno costruito l’identità del nostro Paese”.

La mostra si inserisce in un momento storico molto particolare, in quanto quest’anno ricorrono gli ottanta anni dalla nascita della nostra Repubblica, oltre che ricorrere i cento anni dalla morte della Regina Margherita di Savoia, che aveva eletto a sua residenza estiva proprio la reggia brianzola e a cui è riservata una sezione speciale dell’allestimento, accanto al marito Umberto I. Il percorso, sviluppato in 7 sezioni, ripercorre oltre due secoli di storia italiana, ma affonda le sue radici molto più lontano, nelle origini della dinastia sabauda, da cui discendono i diversi re d’Italia che hanno portato alla nascita del Regno d’Ita lia. La dinastia sabauda, a cui è dedicata la prima sezione della mostra, ha infatti inizio nel medioevo, quando, intorno all’anno mille, muove i suoi primi passi, e con il conte Umberto Biancamano, lentamente costruisce il suo potere a nord e a sud delle Alpi. La dinastia Sabauda, chiamata “Savoia” da uno dei comitati che governava, ottiene il titolo regale nel 1713 quando Vittorio Amedeo II diventa re di Sicilia. In seguito al trattato dell’Aia, nel 1720, 7 anni dopo, otterrà il potere sulla Sardegna in cambio della cessione della Sicilia all’Au stria e da allora lui e i suoi discendenti potranno fregiarsi del titolo di re di Sardegna. Sui documenti, visibili in mostra, si può notare che si firmeranno anche come re di Cipro e Gerusalemme, perché Ludovico di Savoia sposando Anna di Lusignano, che era figlia di Giano di Lusignano, re di Cipro e Gerusalemme, acquista anche questo titolo. La mostra passa quindi in rassegna il periodo Napoleonico, che si estende nel nostro paese dal 1805 al 1814, testimoniato da una serie di documenti autentici, tra cui il manoscritto originale dell’invito di Napoleone alla sua incoronazione in Duomo, oltre a oggetti e simboli atti a dimostrare come il nostro territorio si trasformi in pochi anni in un sistema accentrato, moderno ed efficace. La fine del regno napoleonico aprirà le porte alla Restaurazione e al ritorno anche dei Savoia in Piemonte. Il Risorgimento, a cui è dedicata la 4 sezione, vede il Regno di Sardegna assumere progressivamente un ruolo guida nei moti di liberazione e indipendenza italiani. Vittorio Emanuele II raccoglie l’eredità di Carlo Alberto e diviene protagonista di quel percorso che lo porterà nel 1861 a guidare il Regno d’Italia.

Nella sezione dedicata alla nascita del Regno d’Italia, tra i tanti documenti scritti e oggetti d’epoca, di grande interesse è una pittura che mostra l’incon tro avvenuto il 26 ottobre 1860 tra il re e Garibaldi a Teano, momento emblematico della consegna dei territori conquistati al sovrano sabaudo durante il Risorgimento italiano. La quinta sezione della mostra è dedicata esclusivamente a Margherita di Savoia, prima regina d’Italia e protagonista della stagione postunitaria, e a Umberto I. Il suo regno a differenza di quello del padre Vittorio Emanuele II, che era stato costellato di battaglie e di guerre (tra cui le tre guerre di indipendenza e la presa di Roma) è relativamente tranquillo, tanto che egli riesce a dedicarsi a numerose riforme dello stato. Nella sala dedicata ai due reali sono presenti una serie di oggetti appartenuti alla regina, come un beauty case da viaggio, con le insegne principesche, un paio di sue scarpe di Margherita disegnate addirittura dal marito Umberto I, una poltroncina da fumo di Vittorio Emanuele II, oltre ad un trono sabaudo appartenuto alla famiglia reale. Da sottolineare anche la presenza di due “quadri biografici”, in cui compaiono rispettivamente l’im magine del re e della regina formati da lettere e da parole che narrano la biografia dei due sovrani, oltre al baule di Bava Beccaris. Da non trascurare anche un articolo di giornale che riporta la morte del re, avvenuta a Monza il 29 luglio del 1900 e una raffigurazione del feretro presso il Duomo di Milano. Tanti telegrammi presenti in mostra ricordano l’e vento con tanti particolari narrativi legati all’evento. Alla morte di Umberto I sale al trono Vittorio Emanuele III, che regnerà per ben 46 anni, vantando il regno più lungo, ma anche il regno più complicato della storia della sua dinastia. Durante la sua reggenza infatti scoppierà la Prima Guerra Mondiale, seguiranno l’ascesa di Mussolini e la nascita del regime, le campagne coloniali del 1935 e 1936 in Africa Orientale e la Seconda Guerra Mondiale. Egli abdicherà il 9 maggio del 1946, quando prenderà il potere il re di Maggio, Umberto II, che regnerà solo un mese e assisterà alla fine della storia della monarchia con il referendum del 2 giugno del 1946, evento ricordato in mostra dalla presenza di un’urna originale del tempo, testimonianza del momento di passaggio alla Repubblica.

La mostra si sofferma anche su una serie di oggetti che ricordano le grandi tragedie del 1900, dalla Prima Guerra Mondiale alla Seconda, fino al periodo del fascismo. Interessante è una lettera di una madre al figlio in guerra datata 2 novembre 1918 in cui racconta che a Milano stavano già festeggiando la vittoria degli italiani quando invece noi la festeggiamo il 4 novembre, data riportata con il comunicato Diaz.

Tanti articoli di quotidiani del tempo contribuiscono a ricordare gli eventi del Novecento, in particolare a ricostruire gli eventi della seconda guerra mondiale, così come abiti, divise e oggetti usati anche in guerra, rendono viva una parte della nostra storia che spesso si apprende in modo impersonale dai libri di storia. La mostra, per tutta la sua durata sarà accompagnata da una serie di eventi indirizzati a evidenziare il ruolo della Reggia Reale di Monza nella storia della monarchia e non solo, un ruolo di cui la “piccola Versailles” lombarda, oggi sta cercando di ri-impossessarsi, attraverso un ricco programma di restauri per mantenere viva nella memoria futura la storia del proprio passato.

La Storia del Regno d’Italia. Da Napoleone a Umberto II. Viaggio attraverso gli oggetti che hanno fatto la storia .Monza-Villa Reale, fino al settembre 2026.

( 3 giugno 2026 )

Mostre

Un viaggio a ritroso

Alla Villa Reale di Monza, presso il suo spazio del Belvedere, la mostra: Storia del Regno d’Italia: da Napoleone a Umberto I

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