Il 20 maggio del 1875 veniva sottoscritta da 17 stati, tra cui anche l’Italia, la Convenzione del Metro, un trattato internazionale con cui per la prima volta venivano stabilite le linee da seguire per la determinazione di unità di misura valide internazionalmente. Una Convenzione in auge ancora oggi e che coinvolge una novantina di Stati, garantendo un sistema internazionale di misura condiviso, affidabile e capace di aggiornarsi continuamente in relazione al progresso scientifico e tecnologico. Una data quella del 1875 che non deve essere dimenticata proprio perché si può definire il primo passo verso un mondo unito e globalizzato in cui pesi e misure iniziano ad essere condivisi, facilitando commerci e ricerche tecnologiche comuni. Fino a 150 anni fa non vi era infatti nel mondo un sistema di misura unitario e ogni paese aveva un’unità di misura propria. Nel 1875 il metro diviene il primo sistema di misura unitario convenzionale, e ancora oggi, fatta eccezione per il mondo anglosassone, si misurano le distanze con la medesima unità di misura. Misurare, è una caratteristica non solo della società moderna, ma appartiene all’uomo fin dalla sua nascita. La scienza delle misure, chiamata metrologia, è infatti molto antica, tanto che si può affermare che nasca insieme alla matematica. Ripercorrere le tappe principali della sua storia è indispensabile per conoscere come l’uomo ha iniziato a misurare spazio e tempo. Tutto questo partendo dal presupposto che non tutto è misurabile.