In Italia, secondo le stime più recenti, circa un bambino su 77 presenta un disturbo dello spettro dell'autismo: complessivamente circa 500 mila persone. Un dato che richiama l'attenzione sull'importanza di sostenere non solo le persone direttamente coinvolte, ma anche le loro famiglie e tutti coloro che quotidianamente contribuiscono a costruire percorsi di inclusione.
Numeri che impongono un cambio di passo nelle politiche e negli interventi, come è stato sottolineato nell’incontro, inserito nel quadro della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, che si celebra il 2 aprile e che quest’anno ha posto al centro il tema dell’inclusione, con una narrazione informativa fondata su esperienze, pratiche e prospettive operative.
Nel suo saluto d’apertura il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha sottolineato la necessità di costruire una rete sempre più solida tra istituzioni, famiglie e territorio: ”L’attenzione deve spostarsi da un approccio emergenziale a una progettualità stabile, capace di accompagnare le persone nello spettro lungo tutto l’arco della vita”.
Un richiamo alla dimensione comunitaria è arrivato anche da don Andrea Celli, parroco della Chiesa San Pio X, che ha messo in luce il ruolo delle realtà locali e parrocchiali come presidi di accoglienza quotidiana. Mentre Fabio Sabbatani Schiuma, responsabile segreteria particolare del presidente del Consiglio della Regione Lazio, ha ribadito l’importanza del coordinamento tra livelli istituzionali per rendere più efficaci gli interventi. Concetto successivamente ripreso dal presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma.
La necessità di superare stereotipi e approcci standardizzati è stato il motivo conduttore della tavola rotonda moderata dalla giornalista di LaPresse Margherita Lopes. Secondo Tonino Cantelmi, direttore sanitario e clinico-scientifico dell’Opera don Guanella di Roma, ”è fondamentale adottare uno sguardo integrato sull’autismo, che tenga insieme dimensione clinica, relazionale e sociale: non esiste un unico modello valido per tutti, ma percorsi personalizzati costruiti intorno alla persona. Giovanni Ippolito ha portato l’esperienza della Terapia Multisistemica in Acqua), evidenziando come il contesto acquatico possa favorire relazione, autonomia e sviluppo emotivo, soprattutto nei bambini. Un approccio che, ha spiegato, funziona proprio perché coinvolge contemporaneamente corpo, ambiente e relazione.
Il tema dell’educazione e della consapevolezza è stato invece al centro dell’intervento di Rosa Linda Mallardi, componente del Comitato tecnico scientifico Global Thinking Foundation, che ha sottolineato l’importanza di diffondere conoscenze corrette sull’autismo per contrastare la disinformazione: ”Nel solco dell’impegno della Fondazione nasce il primo corso in Italia per caregiver, tutori legali e lavoratori disabili”. L’obiettivo del corso, ha aggiunto Mallardi, ”è di fornire strumenti, pratiche e conoscenze utili a rafforzare l’autonomia economica e decisionale proponendo la cultura dei diritti e dell’inclusione nel mondo del lavoro oltre che un accesso equo alle opportunità al fine di valorizzare ogni persona nella sua unicità e nel proprio percorso di vita”.
A chiudere il giro di interventi Marco Sabatini Scalmati, giornalista e consigliere dell’associazione ”Una Breccia nel Muro”, tra le prime associazioni di volontariato a Roma, dal 2013 anche a Salerno, a prendersi cura dell’autismo con interventi basati sull’evidenza scientifica. Sabatini Scalmati ha parlato in particolare del progetto ”Relazionarsi”, per favorire le relazioni e gli inserimenti nel mondo del lavoro di persone con l’autismo.
Giampiero Guadagni
