Mimmo Lucà “un esempio di vita passata a costruire ponti” è stato ricordato a Torino al Gruppo Abele. Lucà è stato un uomo di pensiero, azione e di politica forte dal sociale al Parlamento, dal sud a Torino, dalle Acli ai Cristiano sociali e poi nel Partito Democratico , deputato per 5 legislature dei Cristiano Sociali, Ds e Pd scomparso nel 2025 a 71 anni. Una esistenza interrotta troppo presto ma vissuta con una intensità e con valori, idee, progetti che resistono e non è un caso come è stato ricordato dai presenti dal presidente delle Acli di Torino Massimo Candela, dalla vicepresidente delle Acli Raffaella Dispenza alla direttrice della Associazione Vera Nocentini Marcella Filippa. Sarà proprio la fondazione torinese ha raccogliere l’archivio di Lucà testimone del suo e nostro tempo e ispiratore grazie alla sua azione e pensiero di un futuro tutto da costruire. Il presidente nazionale delle ACLI Emiliano Manfredonia ha ricordato come l’eredità di Mimmo Lucà resti viva nell’impegno sociale e politico:“Molte delle speranze di quegli anni andarono tradite, ma è significativo notare che le tre direttrici fondamentali di allora siano ancora attuali per quanto ci riguarda: la riforma della politica, il ruolo del Terzo settore e la centralità – oggi più che mai – della pace come questione politica”. Don Luigi Ciotti del Gruppo Abele, amico di Mimmo Lucà, ha ricordato il suo impegno, le sue battaglie e le sue amarezze, spronando i presenti, politici, sindacalisti ed esponenti del terzo settore ad essere più audacia nel proporre modelli alternativi ad un presente che fa paura ed è dominato dai forti, puntando sui giovani. Poi le testimonianze del senatore Giorgis, Elide Tisi per un cattolico democratico che ha testimoniato la sua fede, impegnandosi su tante questioni: il welfare di comunità, le associazioni di promozione sociale, i patronati, la tutela dei più fragili e degli esclusi, la difesa e la dignità del lavoro, specie di quello operaio. Infine moderati dal direttore de “La Stampa” Andrea Malaguti, gli interventi del presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia e la segretaria del Pd Elly Schlein che ha sottolineato la sua volontà di costruire un partito plurale, capace di fare sintesi tra le culture politiche che l’hanno fondato, citando i papi Francesco e Leone e ricordando che: “la cultura cristiano sociale cattolica democratica oggi è ancora più fondamentale, nel campo progressista, in un mondo in cui qualcuno vuole sostituire il diritto internazionale con la legge del più forte. Anche il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha sottolineato: “Oggi i cattolici devono tornare protagonisti: non è più il tempo di stare sul divano a guardare. È al contrario il tempo dell'impegno: quello che ci rende forti come Pd è costruire una piattaforma prima valoriale, che politica. Dobbiamo rivolgere a tutti i giovani l'invito ad impegnarsi mettendoci la faccia: per costruire una prospettiva politica inclusiva”.
Luca Rolandi

