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Trasporti

Alitalia, governo e sindacati contro lo ”spezzatino” in salsa Ryanair

Applausi per Dario Franceschini, fischi per Micheal OLeary. Quando si tratta di Alitalia non ci sono mezze misure, così la Fit Cisl prende una posizione netta sulle sorti della compagnia che a breve dovrebbe uscire dal purgatorio dell’amministrazione straordinaria, sempre che si trovi un compratore con le carte in regola. Tra gli aspiranti sgomita Ryanair, la low cost irlandese al cui vertice siede per l’appunto il pirotecnico OLeary. Il quale vorrebbe fare dell’ex compagnia di bandiera uno spezzatino del quale riservarsi il boccone più gustoso, la flotta a lungo raggio, dunque la sola parte aviation e nemmeno tutta, solo 90 aerei, perché oltre questo limite incombe l’Antitrust europeo, pronto a bloccare un’operazione che assicurerebbe a Ryanair una posizione dominante sul mercato italiano (sopra il 50%). Ecco quindi spiegati i fischi del sindacato. OLeary ha offerto qualche rassicurazione sul personale, che verrebbe assorbito ”in gran parte”, ma non ha nascosto l’esigenza di un robusto pieno di ristrutturazione, che oltre alla rinegoziazione dei leasing sugli aerei non potrebbe escludere esuberi e modifiche ai contratti di lavoro. L’ipotesi non piace affatto al governo, che a stretto giro ha risposto proprio con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: ”Lo spezzatino di Alitalia sarebbe un errore gravissimo” dal momento che ”Alitalia, al di là della proprietà, è comunque il primo pezzo d’Italia che accoglie i visitatori in arrivo da ogni parte del mondo”. Infatti ”gli aerei sono il primo luogo dove iniziare ad apprezzare il cibo, il cinema, l’arte, la bellezza e lo stile italiano”, ha detto Franceschini. Ed ecco spiegato le lodi. Perché anche per la Fit ”è impensabile che l’Italia, che ha il più grande patrimonio artistico del mondo, non abbia un vettore nazionale che porti i turisti”, osserva il segretario generale Antonio Piras. Se la soluzione della ”disgregazione” dovesse prevalere ”siamo pronti a scendere in trincea a difesa degli interessi dei lavoratori, dei viaggiatori e dell’economia nazionale. Siamo stati sempre contrari all’ipotesi dello spacchettamento di Alitalia e lo siamo tuttora, anche per questo abbiamo tentato fino all’ultimo, passando anche per la consultazione dei lavoratori tramite referendum, di mantenerla in piedi nella sua interezza con le difficoltà che oramai tutti conoscono”.

( 1 settembre 2017 )

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