Lunedì 25 maggio 2026, ore 3:48

Il salvataggio

Banche venete al debutto con Intesa. Arrivano i commissari

Inizia oggi la nuova vita di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Le due banche venete che hanno tenuto per mesi in apprensione governo, risparmiatori e mercato da questa mattina fanno parte di Intesa Sanpaolo, il cavaliere bianco che, sfumato il piano A, ovvero la ricapitalizzazione precauzionale, ha pemesso che andasse in porto il piano B, vale dire la liquidazione della parte ”malata””, i crediti deteriorati, via bad bank e l’acquisizione della parte ”sana ”, gli attivi e alcune passività, la cosiddetta good bank, per la cifra simbolica di un euro.

La comunicazione ufficiale è arrivata da Bankitalia, che in questo modo ha dato seguito a quanto previsto dal decreto varato ieri dal governo. Palazzo Koch ribadisce poi che l’operazione non penalizzerà i risparmiatori e i creditori senior e che ”sono previste inoltre misure di ristoro per titolari di strumenti finanziari subordinati retail. Inoltre tuttii gli uffici e gli sportelli delle deu banche saranno regolarmente aperti e pienamente funzionanti; tutte le operazioni bancarie potranno essere effettuate senza variazioni, ma sotto la responsabilità di Intesa Sanpaolo.

Bankitalia ha anche provveduto alla nomina dei commissari liquidatori. Per entrambi gli istituti di credito c’è l’ex amministratore delegato di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola. Per Popolare Vincenza i commissari sono: Claudio Ferrario, Giustino Di Cecco e Fabrizio Viola. Per Veneto Banca sono: Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Fabrizio Viola.

Da parte sua Intesa rileva che il suo intervento ”permette di evitare i gravi riflessi sociali che sarebbero altrimenti derivati dalla procedura di liquidazione coatta amministrativa delle due banche, salvaguardando l’occupazione, i risparmi di 2 milioni di famiglie e l’attività di circa 200 mila imprese finanziate”.

Tuttavia la banca di Ca’ de Sass puntualizza che qualora il decreto legge approvato ieri dall’esecutivo non venisse convertito in legge o se nel corso dell’iter parlamentare fossero introdotte modifiche tali da rendere più onerosa l’operazione, il contratto sarebbe automaticamente sciolto.

( Domani l’articolo completo su Conquiste Tabloid )

( 26 giugno 2017 )

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