Grazir al Pnrr sono aperti quasi 16 mila cantieri, due terzi dei quali si avviano alla conclusione o che sono in fase avanzata. Il 70% di quelli non ancora avviati riguarda piccoli lavori, i cui tempi di realizzazione sono più brevi. Secondo l'associazione dei costruttori edili ”ora occorre garantire il regolare completamento delle opere in corso di realizzazione”. Ammontano a 15 miliardi le risorse del Pnrr riguardanti il settore che potranno essere spese oltre giugno 2026 grazie alle regole del piano e agli strumenti di flessibilità. I fondi ricevuti ad oggi dall'Italia sono pari a 153,2 miliardi pari al 79% del totale previsto. Sono stati spesi 101,3 miliardi, oltre la metà riguarda le costruzioni. Nell'ultimo anno la spesa si è rafforzata, circa 3,4 miliardi al mese. La stagione del Pnrr ha contagiato tutti, dice l'Ance. Lo scorso anno i Comuni hanno speso il +15% rispetto al 2024; le stazioni appaltanti come Rfi +1 miliardo di spesa e Anas +15% di investimenti nel primo semestre 2025. Nei primi nove mesi è aumentato il numero di ore lavorate (+1,4%) e di lavoratori iscritti (+3%). Premiata la qualità delle imprese: 5.600 le aziende attive nei cantieri del Pnrr che hanno registrato una crescita dimensionale e un aumento di produttività. Il modello Pnrr, aggiunge l'Ance, ha saputo adattarsi alle esigenze del Paese determinando una crescita sia quantitativa che qualitativa. Un approccio che, secondo l'associazione dei costruttori edili, deve diventare strutturale per consentire al Paese di consolidare la crescita anche dopo il 2026.
L'ultimo miglio del Pnrr traina il comparto. Quest'anno gli investimenti nel settore torneranno positivi (+5,6%). Oltre alla spinta delle opere pubbliche (+12%) si prevede una crescita anche della riqualificazione abitativa (+3,5%) grazie alla proroga degli incentivi fiscali previsti dalla manovra economica.
L’Ance fa poi sapere che nelle grandi città per le famiglie con reddito fino a 15mila euro l'acquisto e l'affitto di abitazioni sono insostenibili. Per un mutuo a Milano serve l'80% del reddito, a Bologna il 70%. Per l'affitto circa l'81% a Firenze, quasi il 70% a Roma e Milano. La situazione non migliora per le famiglie con reddito fino a 22mila euro: a Milano il 59%, a Bologna il 48% e a Venezia il 44% per pagare un mutuo. Stessa situazione per l'affitto dove si supera il 40% del reddito a Firenze, Roma, Milano e Venezia.
Sottolinea il presidente dell’Ance Federica Brancaccio: ”Di fronte a uno scenario globale così incerto e vulnerabile dobbiamo fare leva sui nostri punti di forza per sostenere la crescita dell' economia italiana. Occorre sfruttare il modello Pnrr, che ha trainato il Paese negli ultimi anni, per affrontare le sfide economiche e sociali, a cominciare dalla casa. E' arrivato il momento di mettere nero su bianco un piano casa, con una governance forte e misure finanziarie, urbanistiche e fiscali in grado di offrire risposte alle diverse fasce di popolazione che condividono questo problema. Siamo pronti a fare la nostra parte - ha detto - per questo auspichiamo che si avvii al più presto un confronto sulle proposte in campo".
Giampiero Guadagni
