Mercoledì 22 aprile 2026, ore 23:16

Lavoro 

Gli accordi Cgil-Cisl-Uil coprono oltre il 97% dei lavoratori 

La commissione dell'informazione del Cnel ha approvato all'unanimità, dopo la fase sperimentale avviata dall'11 aprile 2025, la completa riorganizzazione dell'archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro, che consente per la prima volta di disporre di una base informativa trasparente, accessibile e strutturata per settori Ateco, con schede contratto dettagliate e verificabili sui contenuti normativi e retributivi effettivamente applicati nelle imprese. ”Con la riorganizzazione dell'archivio dei contratti collettivi viene data priorità al loro reale radicamento in termini di lavoratrici e lavoratori coperti - sottolinea il presidente del Cnel, Renato Brunetta - è su questo criterio che ora possiamo individuare con precisione i contratti leader sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative". Brunetta osserva come i dati adesso disponibili vadano a ”ridimensionare nettamente il problema quantitativo del dumping contrattuale, perché circa 99 contratti sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil coprono oltre il 97% dei lavoratori del settore privato, mentre circa 800 contratti riconducibili a sigle minori si applicano a poco più del 2%, pari a circa 350mila lavoratori. Con questa riorganizzazione l'archivio Cnel diventa uno strumento essenziale per monitorare con rigore il fenomeno del dumping e per supportare, anche nell'ambito del codice dei contratti pubblici, valutazioni oggettive di equivalenza contrattuale da parte delle stazioni appaltanti e degli operatori economici. Da oggi non si potrà più dire che al Cnel sono depositati oltre mille contratti collettivi per indicare un cattivo funzionamento del sistema: abbiamo finalmente separato ciò che conta davvero da ciò che esiste solo sulla carta. Si tratta di un passaggio decisivo per il Paese e per aggredire la questione salariale conclude - perché dimostra che le istituzioni, insieme con le parti sociali, possono costruire strumenti affidabili e condivisi”.
La Cisl, commenta la segretaria generale Daniela Fumarola, ”ha sostenuto fin dall'inizio il processo di riorganizzazione dell'Archivio nazionale dei contratti collettivi e accoglie con favore il risultato raggiunto oggi, all'unanimità dalla Commissione dell'Informazione del Cnel. Si potrà ora disporre di una base informativa trasparente, fondata sul reale radicamento dei contratti nel sistema produttivo, misurato attraverso la loro applicazione alle lavoratrici e ai lavoratori”. Per Fumarola ”il fenomeno del dumping viene così significativamente ridimensionato: circa 99 Ccnl sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil coprono oltre il 97% dei lavoratori del settore privato, mentre circa 150 contratti presentano un minimo grado di radicamento nei diversi settori. Si tratta di un risultato delle parti sociali, ottenuto in sede Cnel, che dimostra come il metodo del dialogo costruttivo produca esiti concreti. Il passo successivo è lavorare sulle schede contratto per evidenziare la qualità dei Ccnl. È infatti necessario distinguere i contratti che, pur radicati nel sistema delle relazioni industriali, presentano elementi di dumping salariale e normativo, da quelli che garantiscono tutele adeguate, come evidenziato dal lavoro del Cnel nel settore del terziario”. Inoltre ”Cgil, Cisl, Uil e le principali associazioni datoriali- Confindustria, Confcommercio, Confapi, Alleanza delle Cooperative, Confartigianato e Cna - hanno già avviato tavoli di confronto per l'aggiornamento e l'implementazione delle regole di misurazione della rappresentanza per via pattizia. La strada maestra per contrastare il dumping contrattuale resta quella del riconoscimento degli accordi interconfederali e non l'invasione della legge sulle materie lavoristiche”.
Anche per la Uil ”l’approvazione delle nuove linee guida del Cnel rappresenta un passo nella giusta direzione, ma -affermano la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo, e il consigliere del Cnel Paolo Carcassi- serve comunque un accordo per la certificazione della rappresentatività delle parti sociali”. Con queste nuove linee guida, ”si contribuisce a fare maggiore chiarezza su quali siano i contratti realmente applicati nel nostro Paese. A fronte di oltre mille contratti depositati quelli effettivamente utilizzati sono circa 150 e quasi il 99% delle lavoratrici e dei lavoratori è coperto da contratti sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil”.
Alessandro Genovesi, responsabile contrattazione inclusiva della Cgil, parla di ”un risultato a vantaggio anche delle tante pubbliche amministrazioni che in prospettiva potranno più facilmente individuare, tra i poco più dei 150 Ccnl più applicati e non più tra gli oltre mille Ccnl depositati presso il Cnel, i contratti collettivi da indicare nelle gare di appalto o negli affidamenti. Ovviamente applicando correttamente quanto previsto dallo stesso Codice appalti, cioè individuando sempre tra i vari Ccnl presenti negli archivi quelli firmati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative”.
Giampiero Guadagni

( 21 aprile 2026 )

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