Osserva il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli: ”Sui dazi Usa a un anno di distanza possiamo dire che c'è stato un impatto limitato: l'Italia come sistema paese ha mostrato una forte resilienza e anche le esportazioni verso gli Stati Uniti non hanno avuto quel crollo che molti si aspettavano”. Insomma ”la resistenza dell'Italia è stata molto forte, un sistema economico che si è dimostrato molto solido”. Secondo Chelli ”a preoccupare un po' più è la nostra dipendenza dall'estero, quindi dalle esportazioni dei beni che consideriamo strategici”. Presto l’Istat pubblicherà una nota economica per cercare di valutare quale sarà l'impatto di questi rincari nel settore energetico, che toccano l’Italia più da vicino di altri Paesi europei. ”Per poter competere su questi mercati internazionali dobbiamo passare dalla scala nazionale alla scala europea, in quanto competiamo con sistemi economici molto grandi, di scala: Stati Uniti, India, Cina”. Aggiunge il presidente dell’Istat: ”Nonostante l'Italia sia una grande nazione e in Europa ci siano altre grandi nazioni come la Germania, la Francia e la Spagna, dobbiamo fare fronte comune altrimenti riusciamo ad incidere poco su queste scale così grandi. Gli effetti turbano l'economia e possono avere dei riflessi sull'inflazione e quello tocca tutti, non solo le imprese ma ciascuno di noi. Abbiamo uno dei tassi più bassi d'Europa - conclude Chelli - anche se c'è stata una piccola risalita nel mese di gennaio, ma è sotto controllo”.
Giampiero Guadagni
