Venerdì 26 giugno 2026, ore 20:55

Occupazione 

Mercato del lavoro, prosegue il trend positivo 

Prosegue la consistente dinamica positiva del mercato dl lavoro. A marzo, fa sapere l’Inps, si registra un saldo annualizzato positivo pari a 340.000 posizioni di lavoro del settore privato. Il dato è calcolato come somma delle differenze tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi. I contratti a tempo indeterminato continuano a essere la tipologia contrattuale prevalente, con un saldo pari a +278.000 rapporti di lavoro; per le altre tipologie contrattuali la variazione è risultata anch'essa positiva e pari a +62.000 rapporti di lavoro, su questo dato hanno inciso da un lato gli incrementi dei rapporti di lavoro intermittenti (+39.000), stagionali (+28.000), a tempo determinato (+6.000) e in somministrazione (+5.000); in calo invece i rapporti di lavoro in apprendistato (-16.000). Sempre più occupati nel settore dell'alloggio e della ristorazione e sempre meno nel tessile.
C’è poi il tema dei Neet, oggetto di una indagine nazionale dell’Inapp: il fenomeno è in calo significativo, ma resta concentrato nelle fasce più adulte della popolazione giovanile, tra le donne e nel Mezzogiorno. Le donne rappresentano il 59% dei casi e il Mezzogiorno, considerando Sud e Isole, raccoglie il 52,6% del campione. Il dato conferma dunque la necessità di guardare con particolare attenzione alla componente femminile: tra le giovani donne la condizione Neet è più frequente e tende a intrecciarsi con transizioni adulte più complesse, carichi familiari e maggiori difficoltà di rientro nel lavoro. Proprio questa convergenza consente all'indagine Inapp di andare oltre la misurazione del fenomeno e di approfondirne le articolazioni interne. Un elemento centrale riguarda il rapporto con il lavoro. In questo caso è l’Istat a distinguere i giovani Neet in base alla distanza dal mercato del lavoro: nel 2025 il 35% è disoccupato, il 33,3% rientra nell'area della disponibilità non pienamente attivata e il 31,7% non cerca lavoro né si dichiara disponibile.
Sottolinea il segretario confederale della Cisl Pirulli: ”C’è un aktro dato che ribalta molti stereotipi: oltre il 60% dei Neet cerca attivamente lavoro. Non siamo davanti a una generazione rassegnata o disinteressata, ma a un grande patrimonio di energie, competenze e disponibilità che il Paese non può permettersi di disperdere. Tanto più in una fase in cui la domanda delle imprese resta elevata e quasi una posizione su due incontra difficoltà di reperimento”. Per Pirulli ”le politiche per i Neet non possono essere uniformi. Servono risposte differenziate, capaci di leggere le diverse condizioni di partenza: formazione mirata per chi ha titoli di studio deboli o troppo generici, percorsi rapidi di inserimento dopo la scuola, orientamento efficace, salari più attrattivi, strumenti di conciliazione per i carichi di cura che ancora penalizzano soprattutto le giovani donne", aggiunge il sindacalista della Cisl. "Un dato pesa più di tutti: il 28,8% delle persone in condizione di Neet ha nella famiglia l'unica fonte di reddito, mentre il 39% non dichiara alcuna entrata. La famiglia continua a essere un ammortizzatore sociale prezioso, ma non può sostituire politiche attive vere, capillari e continuative”.
Intanto continua il botta e risposta a distanza tra maggioranza e opposizioni sul dl Lavoro diventato legge dopo l’approvazione definitiva del Senato. Il testo ruota principalmente attorno all'introduzione del salario giusto: un trattamento economico complessivo con retribuzioni non inferiori ai minimi tabellari stabiliti dai principali contratti collettivi nazionali. In base alle modifiche introdotte nell'iter parlamentare il Tec dovrà prevede tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, mensilità aggiuntive, indennità e prestazioni di welfare. Il decreto, da circa un miliardo di euro, si configura come una risposta politica del Governo alla questione del salario minimo portata avanti dalle minoranze, che negli scorsi anni hanno depositato un testo che parlava di minimo 9 euro l'ora. ”Manteniamo gli impegni presi con gli italiani: difendere chi lavora, favorire nuove occupazioni, premiare le imprese che investono sul lavoro di qualità”, sottolinea la premier Meloni; mentre per le opposizioni il provvedimento non affronta l’emergenza salari e precarietà.
Tra le altre misure del provvedimento la proroga fino al 31 dicembre della decontribuzione sulle assunzioni stabili di under35 per due anni, con uno ”sconto” totale massimo fino a 500 euro al mese o fino a 650 euro per le assunzioni nella Zes. Esteso fino a fine anno anche il bonus per le donne con uno sgravio contributivo per 24 mesi fino a 650 euro al mese e fino a 800 euro per le lavoratrici nella Zes. In alcuni casi la decontribuzione puo essere di 12 mesi. Previsti ”paletti” per le imprese: ne possono beneficiare solo quelle con massimo di 10 dipendenti, che non abbiano licenziato nei sei mesi precedenti e nelle quali le assunzioni portino ad un aumento occupazionale netto.
Il decreto prevede poi l'esonero contributivo totale per due anni per un tetto massimo di 500 euro mensili per la trasformazione - tra il primo agosto ed il 31 dicembre 2026 - dei rapporti di lavoro precario in contratti a tempo indeterminato per il personale non dirigenziale. Dalla verifica dell'identità digitale alla trasparenza dell'algoritmo, il decreto introduce norme più severe contro il caporalato digitale per i rider al servizio delle maxi piattaforme. Il rapporto di lavoro si considererà di tipo subordinato nel momento in cui emergano circostanze che indicano l'esistenza di poteri di direzione e controllo. E ancora: sgravio contributivo fino all'1% nel limite di 50mila euro annui per il 2026, 2027 e 2028 per le aziende che favoriscono la conciliazione lavoro-famiglia. Infine, torna al 50% la quota che può liquidata in forma di capitale (cioè in un'unica soluzione) al momento del pensionamento, rispetto al 60% previsto dalla manovra di bilancio.
Giampiero Guadagni

( 25 giugno 2026 )

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