La dinamica dei dati congiunturali è alla base del peggioramento delle aspettative occupazionali evidenziato nelle previsioni, con un indebolimento della domanda nei settori ciclici, in particolare nella manifattura. Tuttavia, la dinamica ancora favorevole degli investimenti, delle esportazioni e dei servizi suggerisce che il rallentamento del mercato del lavoro potrebbe risultare più graduale e settorialmente differenziato, attenuando il rischio di un deterioramento diffuso e immediato delle condizioni occupazionali. In questo scenario la crescita delle Ula registrerebbe nel biennio di previsione un sostanziale rallentamento (rispettivamente pari a +0,7% e +0,3%, dal +1,3% del 2025). Il tasso di disoccupazione dovrebbe segnare un ulteriore lieve miglioramento nel 2026 (5,5% da 5,7% nel 2025), per poi stabilizzarsi nel 2027.
Nell’area euro, fa sapere Eurostat, nel primo trimestre del 2026 il numero di persone occupate è aumentato dello 0,1%; mentre è rimasto stabile nell'intera Unione Europea rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre del 2025, l'occupazione era aumentata dello 0,2% in entrambe le aree. Secondo le stime, sono 221,2 milioni le persone occupate nell'Ue, di cui 176,3 milioni nell'area euro. Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, l'occupazione è aumentata dello 0,5% sia nell'area dell'euro che nell'Ue nel primo trimestre del 2026, dopo il +0,7% nell'area dell'euro e il +0,6% nell'Ue nel trimestre precedente. Per quanto riguarda l'Italia, l'occupazione è cresciuta dello 0,4% nel primo trimestre del 2026 rispetto ai tre mesi precedenti, segnando un incremento dell'1,2% su base annua.
Intanto il Dl Lavoro sarà in aula alla Camera martedì prossimo per la discussione generale. Confermato il ricorso al voto di fiducia. Arriva la definizione del trattamento economico complessivo per il salario giusto, inserendo sullo stesso piano voci retributive e welfare aziendale. Un emendamento dei relatori al dl lavoro stabilisce infatti che il trattamento ”si compone di tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità contrattuali fisse e continuative, nonché le prestazioni di welfare contrattuale riconosciute alla generalità dei dipendenti”, escludendo invece le voci retributive discrezionali e variabili riconosciute ai singoli lavoratori. Allo stesso tempo l'emendamento prevede che i contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali meno rappresentative ma che assicurano un trattamento economico complessivo ”equivalente” a quello definito nella nuova norma hanno comunque accesso agli incentivi per le assunzioni con il salario giusto.
Giampiero Guadagni
