Sabato 6 giugno 2026, ore 6:29

Istat 

Mercato del lavoro, prospettive meno dinamiche 

Mercato del lavoro meno dinamico. L'occupazione, misurata in termini di unità di lavoro, segnerebbe nel 2026 un rallentamento della dinamica di crescita (+0,7%, dopo il +1,3% del 2025) a cui si accompagnerebbe un ulteriore calo del tasso di disoccupazione (5,5%, dal 6,1% del 2025); nel 2027 si prevede una decelerazione delle Ula (+0,4%) e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione. A stimarlo è l'Istat nelle Prospettive per l'economia italiana. Nei primi mesi del 2026 il mercato del lavoro ha continuato a fornire indicazioni positive; nel primo trimestre l'occupazione è cresciuta su base tendenziale (+0,3%, pari a +67mila unità) portando il tasso di occupazione al 62,7% (+0,2 punti). Risulta in calo la disoccupazione (-7,6%, pari a -110mila unità) con il tasso di che si è attestato al 5,3% (-0,4% rispetto al trimestre precedente) ma è in crescita l'inattività (+0,4% pari +44mila unità) con il tasso che è salito al 33,7% (+0,1%). Ad aprile, dopo la stabilità registrata a marzo, l'occupazione è tornata a crescere (+0,5% rispetto al mese precedente, +123mila occupati), portando il tasso di occupazione al 63,1% (+0,3 punti). Nello stesso mese risultano in calo sia il tasso di disoccupazione, che si è attestato al 5,1% (-0,1% rispetto al mese precedente), sia quello di inattività, che è sceso al 33,4% (-0,3%). Per i prossimi mesi, tuttavia, le inchieste segnalano prospettive meno brillanti; le attese sull'occupazione peggiorano, a maggio 2026, nei settori Costruzioni, Servizi di mercato e manifatturiero. Si osserva un miglioramento esclusivamente nel settore Commercio al dettaglio. Nel primo trimestre 2026 l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è risultato in crescita sia su base congiunturale (+0,8%), sia tendenziale (+2,6%); quest'ultima mostra tuttavia un rallentamento, a partire dal primo trimestre del 2025 (quando l'incremento era stato del +3,9%) pur mantenendosi al di sopra del tasso di inflazione. La decelerazione della dinamica salariale è comune a tutti i comparti, con la sola eccezione della pubblica amministrazione (l'incremento era pari a +1,7% nel primo trimestre 2025). Nel primo trimestre del 2026, prosegue il lento calo del tasso di posti vacanti, ad indicare una fase di rallentamento della domanda di lavoro espressa dalle imprese. Per il complesso delle imprese con dipendenti il tasso destagionalizzato di posti vacanti si attesta all'1,7% (-0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente).
La dinamica dei dati congiunturali è alla base del peggioramento delle aspettative occupazionali evidenziato nelle previsioni, con un indebolimento della domanda nei settori ciclici, in particolare nella manifattura. Tuttavia, la dinamica ancora favorevole degli investimenti, delle esportazioni e dei servizi suggerisce che il rallentamento del mercato del lavoro potrebbe risultare più graduale e settorialmente differenziato, attenuando il rischio di un deterioramento diffuso e immediato delle condizioni occupazionali. In questo scenario la crescita delle Ula registrerebbe nel biennio di previsione un sostanziale rallentamento (rispettivamente pari a +0,7% e +0,3%, dal +1,3% del 2025). Il tasso di disoccupazione dovrebbe segnare un ulteriore lieve miglioramento nel 2026 (5,5% da 5,7% nel 2025), per poi stabilizzarsi nel 2027.
Nell’area euro, fa sapere Eurostat, nel primo trimestre del 2026 il numero di persone occupate è aumentato dello 0,1%; mentre è rimasto stabile nell'intera Unione Europea rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre del 2025, l'occupazione era aumentata dello 0,2% in entrambe le aree. Secondo le stime, sono 221,2 milioni le persone occupate nell'Ue, di cui 176,3 milioni nell'area euro. Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, l'occupazione è aumentata dello 0,5% sia nell'area dell'euro che nell'Ue nel primo trimestre del 2026, dopo il +0,7% nell'area dell'euro e il +0,6% nell'Ue nel trimestre precedente. Per quanto riguarda l'Italia, l'occupazione è cresciuta dello 0,4% nel primo trimestre del 2026 rispetto ai tre mesi precedenti, segnando un incremento dell'1,2% su base annua.
Intanto il Dl Lavoro sarà in aula alla Camera martedì prossimo per la discussione generale. Confermato il ricorso al voto di fiducia. Arriva la definizione del trattamento economico complessivo per il salario giusto, inserendo sullo stesso piano voci retributive e welfare aziendale. Un emendamento dei relatori al dl lavoro stabilisce infatti che il trattamento ”si compone di tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità contrattuali fisse e continuative, nonché le prestazioni di welfare contrattuale riconosciute alla generalità dei dipendenti”, escludendo invece le voci retributive discrezionali e variabili riconosciute ai singoli lavoratori. Allo stesso tempo l'emendamento prevede che i contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali meno rappresentative ma che assicurano un trattamento economico complessivo ”equivalente” a quello definito nella nuova norma hanno comunque accesso agli incentivi per le assunzioni con il salario giusto.
Giampiero Guadagni

( 5 giugno 2026 )

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