Lunedì 6 aprile 2026, ore 16:22

Osservatorio Inps 

Nel 2025 + 342mila rapporti di lavoro 

Nel 2025 sono stati attivati nel settore privato esclusi il settore degli operai agricoli e quello domestico 8.031.456 nuovi rapporti di lavoro dipendente mentre ne sono cessati 7.689.523 con un saldo netto di 341.933 contratti in lieve calo sul 2024. La fotografia arriva dall'Osservatorio Inps sul mercato del lavoro che segnala come per il lavoro a tempo indeterminato la variazione netta nel 2025 tra assunzioni, trasformazioni e cessazioni è positiva per 312.798 unità in lievissimo avanzamento sul 2024 (311.899). Da dicembre 2021, quando ancora era fortemente presente la pandemia, e dicembre 2025 il saldo è stato positivo per 1.644.758 posti mentre quello per il tempo indeterminato lo è stato per 1.382.657 rapporti. Nel Sud rispetto a dicembre 2021 il saldo è stato positivo per 473.895 contratti nel complesso e di 359.813 contratti a tempo indeterminato. Se si guarda ai territori solo nell'ultimo anno su quasi 342mila rapporti di lavoro in più a dicembre 2025 sullo stesso mese del 2024 il saldo al Nord è stato positivo per 152.266 unità complessive, al Centro per 80.020, nel Meridione per 109.943 mentre all'estero il saldo è lievemente negativo (-196). Il dato è positivo al Sud anche per il tempo indeterminato con 90.030 posti stabili in più su 312.798 complessivi. Per quanto riguarda le tipologie orarie, l'incidenza del part time è sostanzialmente stabile nei due periodi osservati, sia per le assunzioni a termine (38%) sia per le assunzioni a tempo indeterminato (33%). La vivacità del mercato del lavoro la si legge anche dall'andamento dei licenziamenti e delle dimissioni. Nel 2025 i licenziamenti per motivi economici sono stati 386.185 con un aumento del 4,1% sull'anno precedente mentre quelli per ragioni disciplinari sono stati 93.181 con una flessione dell'11,12%. Sono in calo anche le dimissioni anche se restano superiori a 1,2 milioni con 1.200.166 persone che hanno deciso nel 2025 di lasciare volontariamente il proprio posto di lavoro (-3,74%), in molti casi a fronte di una nuova opportunità.
Commenta il presidente dell’Inps Fava: ”I dati dell'Osservatorio restituiscono un quadro incoraggiante. La tenuta del sistema previdenziale dipende in modo diretto dalla qualità e dalla continuità dell'occupazione. Il saldo annualizzato positivo di 342 mila posizioni di lavoro e il peso prevalente dei rapporti a tempo indeterminato ci dicono che la solidità del mercato del lavoro resta la prima condizione per costruire una previdenza più forte. Non esiste pensione senza lavoro, e non esiste previdenza solida senza percorsi occupazionali stabili, continui e capaci di generare contribuzione nel tempo”. Per questa ragione l’Inps ha scelto di ”mettere al centro i giovani e le donne, che rappresentano una leva decisiva non solo per il futuro del sistema previdenziale, ma per la crescita complessiva del Paese. Di fronte alla trasformazione prodotta dall'Intelligenza Artificiale, diventa ancora più necessario investire nelle politiche attive, nella formazione e nell'aggiornamento continuo delle competenze”. Una strategia che ha nella piattaforma Siisl di incrocio di domanda e offerta di lavoro e servizi al cittadino voluta dal ministro del Lavorio Calderone e gestita dall'Istituto uno strumento innovativo associato a misure come Adi, Sfl e nuova Naspi. Conclude Fava: ”Dobbiamo superare una lettura ormai superata del mercato del lavoro: non esiste un automatismo per cui il lavoro dei senior sottrae spazio ai giovani. Quando il sistema cresce, quando crea occupazione di qualità e quando investe sulle competenze, generazioni diverse si rafforzano reciprocamente”.
Giovedi prossimo l’informativa della premier Meloni sull’azione di Governo dopo l’esito referendario può e deve essere l’occasione per fare chiarezza anche su queste sfide. In un’intervista ad Avvenire la segretaria generale della Cisl Fumarola osserva: ”Sarebbe davvero importante un segnale di apertura verso le parti sociali. Un impegno concreto ad aprire un confronto strutturato su salari, produttività, crescita, coesione, competitività e resilienza del sistema industriale”. Fumarola si dice preoccupata ”non per le fibrillazioni di Governo, che sono fisiologiche, quanto per un'evidenza patologica. Il rischio vero è che l'Italia scivoli direttamente in un'interminabile campagna elettorale, con destra e sinistra chiuse nelle rispettive trincee identitarie. Mentre ci si scontra, i nodi strutturali che frenano crescita e coesione restano lì, irrisolti. L'instabilità geopolitica sta già colpendo prezzi, potere d'acquisto e prospettive di crescita. Affidarsi esclusivamente a misure tampone non basta. Bisogna lavorare a misure di sistema. Serve un'intesa tra governo, imprese e sindacati, che metta in campo una politica espansiva dei redditi, freni speculazioni, controlli prezzi e tariffe e sostenga produttività e salari. È il momento delle scelte stabili. La crescita da zero virgola non è un dato tecnico: è il segnale che servono scelte coraggiose, non rinviabili. Il patto non è una concessione alla Cisl: è uno strumento nell'interesse del Paese”.
Giampiero Guadagni

( 3 aprile 2026 )

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