Venerdì 16 gennaio 2026, ore 12:54

Lavoro 

Occupazione, continua il trend positivo 

Continua il trend positivo per l’occupazione in Italia. A gennaio infatti sono stati attivati 673.604 contratti di lavoro nel settore privato a fronte di 517.881 cessazioni. Lo rileva l'Inps nell'Osservatorio sul precariato precisando che il saldo complessivo è stato positivo per 155.723 contratti. La maggior parte dei posti di lavoro in più si riferiscono ai contratti a tempo indeterminato con un saldo positivo di 108.323 unità. A gennaio del 2023 si era registrata una variazione netta complessiva positiva per 175.019 unità (+130.263 per i contratti a tempo indeterminato).
Nel complesso le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nel mese di gennaio 2024 (673.604) sono in flessione rispetto allo stesso periodo del 2023 del 2%. Presentano variazioni negative le assunzioni in apprendistato (-11%), in somministrazione (-8%), a tempo indeterminato (160.193, -5%) e stagionali (-1%). Un andamento positivo si riscontra per le assunzioni di contratti di lavoro intermittente (+4%) e a tempo determinato (sono state 300.218, +0,3%). Le trasformazioni da tempo determinato in contratto stabile a gennaio 2024 sono risultate 86.428, in flessione del 14% rispetto allo stesso periodo del 2023. Contemporaneamente le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo sono risultate 10.066, in calo del 7%. Le cessazioni nel primo mese del 2024 sono state 517.881, in aumento dell'1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le cessazioni da contratti in apprendistato sono diminuite del 6%, quelle da contratti a tempo indeterminato sono calate dello 0,4% mentre quelle da contratti a tempo determinato sono cresciute dello 0,4%). Le attivazioni di rapporti di lavoro incentivati nel corso del mese di gennaio 2024 - considerando quindi sia le assunzioni che le variazioni contrattuali - presentano complessivamente un calo dell'11% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In dettaglio presentano una flessione negativa l'esonero contributivo totale giovani (-72%), l'esonero donne (-27%) e le "altre misure" (-14), mentre si registra una sostanziale stabilità per l'agevolazione ”Decontribuzione Sud” che da sola riguarda 124.334 contratti (+0,4%). Il saldo annualizzato, vale a dire la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi è pari a 500.742 posizioni di lavoro, in leggera riduzione rispetto ai mesi precedenti. Per il tempo indeterminato la variazione tendenziale annua è positiva per 374.000 unità e spiega circa i tre quarti dell'incremento complessivo.
Da parte sua Bankitalia, nel suo bollettino economico, rileva che l’occupazione, dopo essere fortemente salita alla fine dello scorso anno, in special modo nei servizi e nelle costruzioni, è rimasta stabile nei primi due mesi del 2024, pur continuando a crescere nella componente a tempo indeterminato. Il tasso di disoccupazione resta su livelli storicamente bassi e dovrebbe continuare a scendere lentamente, collocandosi nel 2026 al 7,4%.
La dinamica del costo del lavoro, indicano da Palazzo Koch, dovrebbe intensificarsi nel corso dell'anno. Sarà sospinta dai rinnovi contrattuali recentemente siglati e da quelli attesi, in particolare nel terziario. I margini di profitto, ancora elevati soprattutto nei servizi, offrono alle imprese spazio per assorbire i futuri rialzi salariali senza innescare pressioni inflazionistiche.
Per quanto riguarda l’economia, Via Nazionale è meno ottimista rispetto a Confindustria che ha parlato di ”crescita che sorprende in positivo” nel 2023. Bankitalia conferma quindi la previsione dello scorso aprile di un aumento del Pil 2024 dello 0,6% dopo un primo trimestre debole; una stima che sale al +0,8% escludendo la correzione per le giornate lavorative. Confermata anche la stima del +1% per il Pil del 2025 e del +1,2% per il 2026. Sul fronte dell'inflazione per il 2024 è atteso un rallentamento all'1,3% per risalire fino all'1,7 nel 2025 e nel 2026.
Mercoledì l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico aveva fatto sapere che il tasso di occupazione e il tasso di attività nella zona Ocse sono rimasti entrambi stabili, rispettivamente al 70,1% e al 73,8%, nel quarto trimestre 2023. Secondo l'organismo internazionale con sede a Parigi, si tratta dei livelli più elevati mai registrati dall'inizio di entrambe le serie, avviate rispettivamente nel 2005 e nel 2008. Record positivi per i due indicatori vengono segnalati in 10 dei 38 Paesi membri dell'Ocse, tra cui l'Italia. Nel nostro Paese, il tasso di occupazione è cresciuto al 62,1% nel quarto trimestre 2023 e il tasso di attività al 67,1%, raggiungendo livelli record, sostiene l'Ocse. Nel comunicato si aggiunge tuttavia che il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) dell'Ocse è cresciuto complessivamente al 10,9% a febbraio 2024. Un ”pronunciato aumento” di 0,5 punti percentuali, con una ”marcata progressione” anche in Italia (22,8% a febbraio contro 22,1% a gennaio).
Giampiero Guadagni

( 18 aprile 2024 )

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