Sabato 14 marzo 2026, ore 17:14

Manovra 

Politica dei redditi e carovita, le vere emergenze 

Nuovi sostegni per arginare il caro bollette. Un bonus benzina per tutelare gli automobilisti dalla corsa dei prezzi dei carburanti. Una ulteriore stretta sul superbonus, con correzioni per salvare i condomini con lavori già avviati. Parte da queste misure, e dall'obiettivo prioritario di aiutare i redditi bassi, la sfida d'autunno del Governo. Strade che corrono parallele al difficile lavoro di preparazione della manovra, che entra ora nel vivo con una serie di appuntamenti cruciali culminando a fine mese con la definizione delle risorse davvero disponibili. Ieri sera il primo momento di confronto, con i capigruppo di maggioranza allo stesso tavolo: una verifica per mettere a fuoco le richieste che ciascun partito vorrebbe vedere inserite nella legge di bilancio. Ma anche per ribadire la linea della prudenza che presidenza del Consiglio e Mef ripetono da settimane: le risorse sono poche, tutto sarà dirottato sulle priorità; quindi niente impuntature su bandierine irrealizzabili, il programma è confermato, ma nell'orizzonte della legislatura.
Ma sul tavolo dell'esecutivo non c’è solo il tema della manovra. A fine mese scadono infatti i sostegni per il caro bollette, compresa la proroga del bonus sociale. Atteso un decreto prima della fine del mese in cui potrebbe figurare anche il nuovo bonus, destinato a tutte le famiglie senza limiti di reddito, annunciato a marzo. In cima alle emergenze c'è anche l'aumento dei prezzi della benzina. L'idea cui si lavora resta quella di un bonus carburanti, pensato soprattutto per i redditi più bassi: ci si concentra sull'individuazione dello strumento più adeguato e della potenziale platea e l'interlocuzione avviata nell'ultimo Cdm potrebbe prendere un'accelerazione in una delle prossime riunioni. Riflettori sempre puntati infine sul superbonus, un fardello che pesa sui conti pubblici e che non smette di creare situazioni di difficoltà per famiglie e imprese. L'idea è che questa agevolazione ereditata e tutt'altro che gradita dall’Esecutivo diventi uno strumento per tutelare chi i lavori non se li potrebbe permettere. In concreto si pensa a riaprire cessioni e sconto in fattura ma solo per i redditi più bassi.
Il lavoro sulla manovra intanto parte da alcune certezze: taglio del cuneo, sostegno ai redditi più bassi, attenzione massima alle famiglie e alla natalità.
Sottolinea il leader Cisl Sbarra, intervenuto ad Agorà su Rai3: ”La vera emergenza oggi è contrastare inflazione e carovita. Serve un taglio strutturale del cuneo fiscale, detassare a scaglioni le tredicesime, azzerare la tassazione sulle retribuzioni premiali e scomode”, quelle legate ai turni di notte e nel weekend, ”allargare i fringe benefit alle persone senza carichi familiari". Sbarra chiede al Governo di convocare le parti sociali per discutere sulla politica dei redditi. Sul lavoro, Sbarra sottolinea come ”l'Italia da anni vive un’assurda contraddizione, tra giovani Neet e imprese che cercano competenze che non trovano. Bisogna imprimere un forte investimento sulla formazione e sulle politiche attive”. Quanto alla povertà salariale ”serve rinnovare i contratti tagliando le tasse e imprimendo una forte accelerazione sui contratti di secondo livello”. Dal numero uno di Via Po, infine, l’apprezzamento ribadito per la tassa extraprofitti che dalle banche va allargato alle grandi multinazionali dell'economia digitale, della logistica, della farmaceutica e delle imprese energetiche.
E a proposito di banche, l’ipotesi di privatizzare Mps senza distinguere all'orizzonte l'identikit di un acquirente continua a disorientare Piazza Affari. Gli investitori hanno venduto le azioni della banca senese, timorosi per il possibile arrivo di sul mercato di grandi quantitativi di azioni del Mef nonostante l'impegno ribadito a più riprese dal Ministro Giorgetti, di un'uscita ”ordinata” massimizzando l'interesse pubblico.
Giampiero Guadagni

( 6 settembre 2023 )

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