Con le imprese dell'artigianato, ha sottolineato la segretaria generale della Cisl Fumarola, ”dobbiamo fissare dei criteri che partono dalla misurazione della rappresentanza, cogente rispetto anche al decreto lavoro, ma soprattutto vogliamo affrontare le particolarità di questo settore che spesso viene descritto come la cenerentola, e in realtà così non è perché è un pezzo importante della nostra economia”. Aggiunge Fumarola: ”Ci sono problemi che attraversano tutti i settori: la ricerca di lavoratori che non si riescono a trovare”. Tutto questo ”significa investire moltissimo in formazione”. Questo metodo ”potrebbe essere un buon inizio per quella grande alleanza cui facciamo riferimento, che parte sicuramente dai temi del lavoro, ma che poi deve proseguire anche sulle altre questioni che il nostro Paese deve affrontare”. Nel caso di un accordo tra le parti sulla rappresentanza, la Cisl, che si è sempre detta contraria a una legge, chiederà al Governo un sostegno, laddove dovesse essere necessario, per dare forza di legge all'accordo. ”Ma l'elemento fondamentale deve essere l'accordo pattizio. Non ci deve essere né un'invasione né un recepimento. Noi dobbiamo poter essere liberi di aggiornare, cambiare quegli accordi e di poterlo fare senza avere la zavorra di un intervento legislativo. Verificheremo di volta in volta. Al momento il tema centrale è sicuramente la misurazione della rappresentanza. Poi, è chiaro che noi spingiamo molto perché si possa realizzare sempre di più una contrattazione decentrata”.
Da parte sua il leader della Cgil Landini spiega: ”Abbiamo chiesto di aggiornare gli accordi del 2016 e del 2020 sia sulla rappresentanza sia sul modello contrattuale. Poi c'è il tema del rinnovo dei contratti. L'accordo prevede oggi una durata dei contratti quadriennale, ma alla luce dell'esperienza la proposta è quella di un modello che veda non una contrattazione ogni quattro anni, ma momenti più ravvicinati di verifica come elemento di tutela maggiore del potere d'acquisto”. La difficoltà delle imprese artigiane a reperire personale ”va affrontata sia sul versante della formazione sia su quello del miglioramento delle condizioni economiche di lavoro”. Infine, Landini ribadisce la necessità di ”non solo cancellare i contratti pirata ma riaffermare che le persone, se fanno lo stesso lavoro, debbano avere le stesse condizioni salariali ed economiche”.
Per la Uil la segretaria confederale Buonomo ricorda che ”questo è un comparto particolare, caratterizzato da una legge quadro che in questo momento è in discussione. Nel decreto primo maggio finalmente c'è un riferimento ai contratti che sottoscriviamo noi, le organizzazioni comparativamente rappresentative sul piano nazionale. Quindi, è il momento di cominciare a ragionare sul salario, soprattutto dignitoso”.
Dalla parte datoriale Confartigianato, con il presidente Granelli, parla di ”incontro assolutamente positivo, perché è importante in momenti complicati come questo il fatto di poter mettere al centro un patto anti-crisi, stabilire una sinergia tra lavoratori e imprenditori”. Aggiunge Granelli: ”Occorre essere bravi a trovare degli indicatori o comunque dei sistemi di misurazione che non debbano passare attraverso il legislatore, ma che debbano essere condivisi all'interno del confronto tra associazioni di rappresentanza datoriali e associazioni dei lavoratori. Il sistema della bilateralità sta funzionando in tutti i territori”.
Per il presidente della Cna Costantini ”il Paese ha bisogno di un piano Marshall sul lavoro. Noi nei prossimi 5 anni abbiamo bisogno di 750mila figure professionali. Facciamo molta fatica a trovarle anche per una narrazione sbagliata del mondo che noi rappresentiamo. Bisogna spiegare ai giovani che fare gli artigiani significa entrare in un mondo che può dare prospettive e soddisfazioni economiche”.
Giampiero Guadagni
