“L’Italia - ha spiegato Cappellano - in questo quadro gioca un ruolo centrale. I segnali sono già incoraggianti: domanda in crescita, aumento della quota di mercato, produzione in aumento e riduzione degli ammortizzatori sociali in diversi stabilimenti. Prevediamo nuovi modelli, investimenti per l'innovazione, il coinvolgimento di tutti i brand italiani e, elemento fondamentale, nessuna chiusura di stabilimenti”. Il manager Stellantis ha sottolineato che ”ogni sito avrà un ruolo preciso nella nostra visione industriale: dall'elettrico accessibile a Pomigliano, ai veicoli commerciali ad Atessa, all'innovazione industriale di Mirafiori, fino allo sviluppo del premium e del lusso tra Modena, Melfi e Cassino”.
Commenta il segretario generale della Fim CislFerdinando Uliano: ”Il piano illustrato da Stellantis rappresenta certamente un passo in avanti, ma restano ancora aperte questioni fondamentali per garantire la sicurezza occupazionale e le prospettive dello stabilimento di Cassino, strettamente legate alla definizione dei piani industriali di Maserati e Alfa Romeo”. Questo, rimarca Uliano, ”è l'aspetto più critico emerso dall'incontro. Ci aspettavamo risposte più concrete: comprendiamo la complessità della situazione, ma c'è un'urgenza che deve essere affrontata in tempi brevi. Ci è stato ribadito che l'Italia vedrà una crescita dei volumi produttivi, che nessuno stabilimento è a rischio di chiusura e che non vi sarà una riduzione della produzione nel nostro Paese”. Anche sul fronte della ricerca e sviluppo ”il Gruppo ha confermato investimenti per 5 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. Nel 2025 sono stati assunti 140 ingegneri e nel 2027 si prevede di raggiungere numeri analoghi”.
Mercoledì è in programma l'audizione dell'amministratore delegato Antonio Filosa davanti alle Commissioni congiunte di Senato e Camera su industria e attività produttive, la prima da quando Filosa è ad.
Giampiero Guadagni
