Marilyn Monroe pseudonimo di Norma Jeane Mortenson Baker, era nata a Los Angeles il 1º giugno 1926. Compirebbe adesso cento anni. È stata attrice, ma anche cantante, modella e produttrice cinematografica, tra le personalità più celebri della storia del cinema. Icona libera dal talento ineguagliabile e di una bellezza conturbante, ironia ed eros allo stato puro. Una vita fra set cinematografici e palcoscenico, amori nati e falliti; gossip per migliaia di articoli, libri e film a lei dedicati: il più recente è Blonde presentato alla Mostra di Venezia nel 2022, scritto e diretto da Andrew Dominik interpretata magnificamente da Ana de Armas, attrice cubana. Più che la sua arte ha attratto l’attenzione mondiale la sua carismatica icona fra fascino e sensualità, volta ad una esistenza fragile consumata fra stelle ed abissi. Due i matrimoni finiti: con Joe DiMaggio campione di baseball (di origini italiane) e con il drammaturgo Arthur Miller. E gossip di amanti da Frank Sinatra ai fratelli Kennedy.
Fra le decine di film da lei interpretati - diretta da grandi cineasti come John Huston, Fritz Lang e molti altri - quello che forse maggiormente ne rappresenta l'ironia e la struggente bellezza resta A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot, 1959) di Billy Wilder: è considerata una delle migliori commedie di tutti i tempi, laddove Marilyn Monroe è affiancata da due fra i massimi attori americani: Jack Lemmon e Tony Curtis. Il film ha vinto un Oscar e un Golden Globe. Ecco, converrà puntare l’attenzione su questo capolavoro, così lungimirante nel finale, e parliamo di quasi 70 anni fa. Il travestimento, la musica e le orchestre jazz che giravano in treno in lungo e in largo gli States, fra ironia ed amori consumati in fretta. Il messaggio finale sull’amore che non ha confini né barriere e pregiudizi, lasciava lo spettatore dell’epoca interdetto e attonito; resta memorabile la battuta: Nessuno è perfetto. Film coraggioso e sempre attuale. Marilyn finì la tormentata quanto florida esistenza a Los Angeles, era il 4 agosto 1962. A lei, Pier Paolo Pasolini dedicherà una poesia dolcissima quanto dolorosa, laddove la chiamerà “sorellina”.
Armando Lostaglio

