Giovedì 26 marzo 2026, ore 20:02

Patrimonio culturale

Un nuovo racconto per i musei del Lazio

di FABIO RANUCCI

Cambia la maniera di gestire e comunicare il patrimonio culturale e necessita narrare in modo diverso e più efficace i musei nel momento in cui le varie strutture hanno confermato, per quanto riguarda il 2025, oltre un milione di visitatori. Coniugando crescita, valorizzazione, comunicazione e territorio. Con l’obiettivo di andare oltre i più conosciuti circuiti metropolitani avvantaggiati da risorse maggiori, infrastrutture e riflettori sempre accesi. Cosa sta avvenendo? All’ombra di grandi e piccole collezioni, tra civiltà e tradizioni talvolta scomparse, c’è la conferma che qualcosa si muove già da tempo a ritmo sostenuto. Anzitutto in questi posti, spesso situati in borghi carichi di storia, dove c’è una forte e profonda identificazione con il territorio, si trovano realtà tante volte erroneamente sottovalutate che dimostrano come la cultura si possa nutrire di piccole strutture. Raccogliamo una trentina di siti tra musei e luoghi del Lazio, concentrati soprattutto nelle province di Frosinone, Viterbo e Latina”, ha sostenuto Elisabetta Scungio, direttrice della direzione regionale Musei del Lazio (DRMNL), l’ufficio del ministero della Cultura creato ad hoc nel 2014 per valorizzare e potenziare i musei della regione che ha organizzato la conferenza stampa dal titolo “Visioni, identità e prospettive. Un nuovo racconto per i musei del Lazio”, tenutasi presso la Cappella dei Condannati a Castel Sant’Angelo di Roma. E che gestisce “dodici complessi monumentali tra abbazie, chiese, monasteri e santuari, 9 musei e 6 parchi archeologici, una rete articolata che attraversa epoche, linguaggi e paesaggi. Un sistema che tiene insieme musei archeologici, parchi, complessi monumentali ed edifici religiosi e che oggi si propone come una vera e propria infrastruttura capace di generare valore non solo in termini di tutela e conservazione, ma anche di sviluppo culturale e sociale”. Al fianco di Scungio, dirigenti e vertici di varie strutture per parlare di risultati ottenuti, eventi organizzati e occasioni di rilancio. Insomma, si volta pagina per favorire l’evoluzione di un sistema museale orientato alla relazione con il pubblico e all’innovazione. A certificare tutto, numeri alla mano, le presenze registrate negli ultimi due anni. Un pubblico eterogeneo, di persone dal background diverso: nel 2024, nei musei e nei parchi archeologici vi sono stati 165.290 ingressi; nel 2025 invece 164.018. Per quanto riguarda i siti religiosi, i visitatori nel 2024 sono stati 839.910; nel 2025, con una leggera crescita, 883.062. Cifre eloquenti, che fotografano un mondo anche alla luce degli interventi di riqualificazione e valorizzazione in corso in diversi siti, “connessi ai progetti finanziati nell’ambito del Pnrr – hanno spiegato gli addetti ai lavori –, che hanno comportato in alcuni casi chiusure temporanee o limitazioni alla fruizione. Accanto al dato complessivo, emergono dinamiche di crescita particolarmente rilevanti in diversi luoghi della cultura, che confermano la capacità del sistema di intercettare nuovi pubblici e rafforzare l’attrattività del patrimonio. Tra i risultati più significativi: il Parco archeologico di Minturnae registra una crescita del +56,6%; il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia segna un incremento del +32%; il Forte Sangallo di Civita Castellana cresce del +19,2%; il Museo archeologico di Formia registra un aumento del +33%. Si tratta di dati che restituiscono l’immagine di un sistema dinamico, in grado di reagire e crescere anche in una fase di trasformazione, ponendo le basi per un ulteriore sviluppo nei prossimi anni”. Durante l’incontro è emersa una visione contemporanea del museo grazie anche al ruolo della comunicazione. “Nel corso dell’ultimo semestre – hanno affermato gli organizzatori – i canali digitali della DRMNL hanno registrato una crescita significativa, confermando l’efficacia di un modello comunicativo orientato allo storytelling e alla partecipazione. La pagina Facebook ha superato i 18.000 follower, mentre il profilo Instagram ha raggiunto oltre 9.000 utenti, con un incremento particolarmente rilevante proprio negli ultimi mesi. Anche i livelli di visibilità e interazione restituiscono un quadro positivo: si registrano oltre 65.000 visualizzazioni mensili su Facebook e circa 45.000 su Instagram, accompagnate da un aumento consistente delle interazioni, cresciute del 112% nell’ultimo trimestre del 2025 rispetto al periodo precedente. Questi risultati sono il frutto di una strategia editoriale strutturata, basata su rubriche tematiche e su un racconto continuo del patrimonio culturale, che trasforma i canali social in uno spazio di condivisione e partecipazione, e non soltanto di informazione”. Si profila così una nuova identità visiva della direzione regionale Musei nazionali Lazio, il cui logo è un quadro simbolico che rappresenta un insieme di siti, storie e paesaggi diversi che però hanno una visione comune. Al centro della composizione si trova un pittogramma articolato in quattro quadranti, ciascuno dei quali richiama una diversa dimensione del patrimonio culturale. Gli elementi grafici sono tratti da dettagli architettonici e decorativi di luoghi reali del Lazio, trasformati in segni essenziali che rimandano a quattro ambiti fondamentali: gli edifici religiosi, i monumenti, le collezioni e i siti archeologici. Il rosone della chiesa di San Pietro a Tuscania, la bifora della Casa di San Tommaso ad Aquino, il mosaico pavimentale da Musarna e il teatro del Parco archeologico di Minturnae diventano così siti iconici. Palette cromatica e colori richiamano materiali e stratificazioni culturali mentre il logotipo, realizzato con il font “Lato” nelle varianti regular e bold, evidenzia chiarezza e leggibilità. E il domani è dietro l’angolo: per il 2026, confermano i vertici della DRMNL, particolare importanza assumono le riaperture dei musei interessati dagli interventi Pnrr, tra cui Civitavecchia, Vulci, Veroli, Nemi e altri siti. In cantiere ci sono anche il rafforzamento dei servizi al pubblico, lo sviluppo di progetti digitali, il consolidamento delle collaborazioni con università e istituzioni e una programmazione culturale piena di mostre, eventi, spettacoli e attività educative. “L’obiettivo è costruire un sistema museale sempre più aperto, accessibile e connesso ai territori, capace di parlare a pubblici diversi e di essere parte attiva della vita delle comunità – ha asserito ancora Elisabetta Scungio, direttrice della DRMNL –. I dati confermano la solidità del lavoro svolto e, allo stesso tempo, ci indicano la strada da seguire: rafforzare la relazione con il pubblico, investire nella qualità dell’offerta culturale e accompagnare il processo di trasformazione in atto. Vogliamo che i musei del Lazio siano sempre più luoghi vivi, in cui il patrimonio non si limita a essere conservato, ma viene condiviso, interpretato e reso accessibile a tutti”. Come dire: la crescita della comunicazione digitale e le attività in corso rivelano chiaramente il cambiamento di un sistema: quello dei musei, vetrine e vere ricchezze d’Italia.

( 26 marzo 2026 )

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