Domenica 31 agosto 2025, ore 7:55

Guerra commerciale 

Accordo Usa-Ue sui dazi: Trump e von der Leyen siglano intesa al 15% 

Dalla Scozia Trump e von der Leyen hanno siglato un accordo commerciale tra Usa e Ue: dazi fissi al 15%, acquisti di armamenti americani da parte dell’Europa e 600 miliardi di investimenti europei negli Stati Uniti e Ue hanno raggiunto un accordo commerciale che prevede un’imposizione del 15% sui dazi. Lo hanno annunciato Donald Trump e Ursula von der Leyen al termine del loro incontro di domenica nel resort di golf Turnberry, di proprietà dello stesso Trump, nella contea di Ayrshire, in Scozia. "Ce l’abbiamo fatta", ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine del bilaterale. "Grazie alle squadre di entrambe le parti. Come ho detto, è stato l’inizio di un lavoro pesante da fare. Hanno lavorato a lungo e duramente", ha aggiunto.

L'accordo commerciale con gli Stati Uniti "potrebbe essere il più importante di sempre", ha dichiarato ancora von der Leyen in Scozia. "Sì", ha annuito Donald Trump al suo fianco. L'intesa, ha aggiunto la presidente, ridarà "stabilità" ai rapporti transatlantici. Previsto anche l’acquisto da parte dell’Europa di armi americane e un piano da 600 miliardi di dollari in investimenti europei negli Stati Uniti, annunciato dallo stesso Trump. Il presidente ha affermato che questo rappresenta "una svolta epocale nei rapporti economici transatlantici".

Accanto a Ursula von der Leyen, al tavolo con la controparte americana, si è seduta la squadra di negoziatori che haaccompagnato l'Europa nelle agitatissime acque della trattativa sui dazi con Donald Trump. Una squadra guidata da Sefcovic, il commissario al Commercio chiamato alla sua sfida professionale più difficile. Slovacco, diplomatico di carriera, tradizionalmente lontano dalle dinamiche politiche di un Paese oggi a trazione sovranista ed euroscettica, Sefcovic è un volto della Commissione europea dal 2009 quando subentrò al connazionale Jan Figel per il portafoglio al Multilinguismo e la gioventù. A quel tempo l'esecutivo comunitario era guidato da José Manuel Barroso. Da lì in poi i suoi successori, Jean-Claude Juncker e Ursula von der Leyen non si sono mai privati del fidato Sefcovic. Relazioni interistituzionali, unione energetica, mercato unico: Sefcovic si è dimostrato un commissario utile in tutte le occasioni, finendo per sostituire Frans Timmernans al Green Deal negli ultimi mesi della Commissione von der Leyen. La numero uno di Palazzo Berlaymont nel 2024 lo ha voluto ancora con sé. Gli ha tolto la stelletta di vicepresidente esecutivo ma gli ha affidato la delega al Commercio, una delle più delicate con l'allora imminente arrivo di Trump. Tanta pazienza, zero polemiche, pragmatismo.

L'unico vero vezzo eccentrico di Sefcovic sono le cravatte colorate che ama portare in ogni consesso. Con i negoziatori americani - Howard Lutnick su tutti - Sefcovic ha promesso concessioni senza mai mancare di ripetere che Usa e Ue sono inesorabilmente interdipendenti. Per oltre 200 ore, viene spiegato, il commissario ha negoziato facendo spola tra Washington e Bruxelles. E con lui, spesso e volentieri c'era il team tecnico titolare del dossier dazi, guidato dalla numero uno della Direzione Trade, Sabine Weyand. Tedesca come come von der Leyen e come il suo potentissimo capo i gabinetto Seibert, Weyand si è guadagnata con gli anni la fama di negoziatore infallibile e dai modi bruschi.

E, da vicedirettore della Direzione Trade, ha condotto i negoziati con per la Brexit ottenendo il massimo possibile per l'Ue. Ed è sempre lei che nel 2019 ha affrontato il primo attacco tariffario di Trump, coordinando la risposta della Commissione su acciaio e alluminio. A completare la squadra europea seduta nella Dt Ballroom del Trump Turnberry, Tomas Baert, membro del gabinetto della presidente, e la portavoce della Commissione Paula Pinho. Volti seri, tiratissimi. Di fronte a loro, per gli Usa, il segretario al Commercio Lutnick, gli altri due negoziatori Miller e Greer, l'ambasciatore americano nel Regno Unito Warren Stephens. Le premesse erano confuse ma, alla fine è bastata meno di un'ora per giungere all'intesa "più importante di sempre".

R. R. 

( 27 luglio 2025 )

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