Mercoledì 29 luglio 2026, ore 22:54

Automotive

Anche la BMW cede: 8mila tagli, più della metà previsti in Germania

Per il momento non si farà male nessuno. Certo è che rinunciare a 8mila occupati nel mondo è il segnale di una crisi che sembra essere solo all’inizio. E se oggi si decide di congedare personale vicino alla pensione, domani, chissà, le operazioni di smaltimento manodopera potrebbero essere un po’ meno indolori. Il nuovo amministratore delegato, Milan Nedeljković, ha comunicato ai dipendenti l’avvio del programma di ristrutturazione del personale, approvato dal consiglio di amministrazione e dal consiglio di fabbrica. L’azienda, ufficialmente, non ha indicato cifre, ma fonti interne hanno detto all’agenzia Deutsche Presse-Agentur che BMW prevede almeno 8mila uscite, pari al 5 per cento dei 154mila posti di lavoro nel mondo. Di questi 8mila tagli, più della metà sono previsti in Germania, dove BMW dà lavoro a 90mila persone. Il programma si baserà sulla partecipazione volontaria. Non ci saranno, per ora, licenziamenti obbligatori. All'estero, il consiglio di amministrazione intende affidarsi al pensionamento graduale e al naturale ricambio del personale. Il programma di incentivi all’uscita verrà presentato ai dipendenti da ottobre. L’azienda punta a completare i tagli al personale entro la fine del 2027. In Germania, saranno interessati i cosiddetti settori indiretti, cioè amministrazione, sviluppo e vendite. La produzione non subirà ripercussioni, assicura l’azienda. Inoltre, l'accordo aziendale sulla sicurezza del posto di lavoro, precedentemente stipulato con il consiglio di fabbrica, rimane in vigore finché BMW registrerà un utile ante imposte positivo per il gruppo, che è previsto per il 2026. nonostante la redditività sia stata messa sotto pressione dalla crisi delle vendite, fa sapere la FAZ. Anche i livelli dirigenziali al di sotto del consiglio di amministrazione dovranno prepararsi a misure di vasta portata. Le quasi 70 divisioni, ciascuna ulteriormente suddivisa in dipartimenti principali e sottodipartimenti, saranno, infatti, accorpate. BMW è l'ultima grande casa automobilistica tedesca ad avviare un programma di riduzione del personale. Dopo aver resistito per anni, è ora costretta a cedere alle conseguenze dell'aumento dei prezzi dell’energia, delle preoccupazioni dei clienti riguardo all'inflazione e all’economia, e alla concorrenza cinese, e ad accodarsi agli altri grandi marchi, Volkswagen, Mercedes, Audi e Porsche, che hanno tutti avviato tagli al personale. Il calo della forza lavoro in BMW, tuttavia, era già iniziato lo scorso anno: dalla metà del 2025, il numero di dipendenti è già diminuito di circa 2mila unità. I tagli al personale BMW hanno, comunque, altri precedenti: alla fine del 2010, la forza lavoro è stata ridotta di oltre 10mila unità, arrivando a 95mila, per poi risalire ai livelli di oggi. IG Metall Baviera ha commentato con relativa cautela la ristrutturazione: “BMW sta reagendo al crollo del mercato cinese e, al contempo, sta lavorando per rafforzare la competitività delle sue sedi tedesche”, ha detto il direttore distrettuale Horst Ott. Ha inoltre sottolineato, riporta ARD, che le riduzioni sono state decise “dal consiglio di fabbrica e della direzione”, e che i contratti collettivi non sono oggetto di negoziati.
Pierpaolo Arzilla
 

( 29 luglio 2026 )

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