Il quinto primo ministro in quattro anni. Il settimo in dieci. Con queste premesse è più che legittimo domandarsi quanto durerà Andy Burnham a Downing Street. Il suo predecessore, Keir Starmer ha occupato il numero 10 per 746 giorni. Secondo chi lo conosce bene, l’ex sindaco di Manchester è determinato a “partire subito a razzo” e a mantenere lo stile di leadership che ha adottato come sindaco della Greater Manchester. Il 59esimo primo ministro del Regno Unito girerà il Paese ad agosto. Un tour di “ascolto” di un Paese che si aspettava molto di più da questi 2 anni di governo laburista. Tra le località che si ritiene saranno incluse nel suo itinerario c'è Port Talbot, nel Galles meridionale, una città che ha visto la chiusura del suo ultimo altoforno nel settembre 2024, il più grande stabilimento siderurgico della Gran Bretagna, che ha visto la perdita di 2.800 posti di lavoro a causa della transizione verso una produzione di acciaio più ecologica. La sua nomina a primo ministro, dice Burnham rappresenta "un momento di riflessione e di rinnovata determinazione”. In questo senso, la sua generazione di politici è chiamata ad “alzare il livello” e affrontare le sfide che li attendono. La Gran Bretagna, dice il nuovo inquilino di Downing Street, deve dimostrare "di poter ritrovare la stabilità” in una fase in cui è fin troppo evidente la stanchezza dei cittadini nei confronti della politica. Una stanchezza causata, forse, anche da quelli che Burnham definisce "errori di percorso" degli anni '80, tra cui la privatizzazione e la deindustrializzazione. Molti settori, infatti, “non si sono ancora ripresi”. La politica, allora, dovrà cambiare, per essere “più collaborativa” e dedicarsi alla risoluzione dei problemi piuttosto che alla ricerca del consenso. L’impegno, un po’ retorico, del nuovo primo ministro, è di togliere potere da Westminster e distribuirlo “in ogni angolo del Paese, affinché ognuno possa fare di più”. La promessa è di costruire una nuova economia, riportando “i beni di prima necessità sotto il controllo pubblico”, per renderli nuovamente accessibili, reindustrializzare la Gran Bretagna e “sostenere l'industria britannica”. Entro la fine dell’anno il governo presenterà un piano decennale, l’ennesimo, per rilanciare il Regno Unito. L’obiettivo immediato, intanto, è “dare un po’ di respiro ai cittadini”. Si tratta, dunque, di avviare un percorso di aumento del potere d’acquisto. Un maggior numero di giovani, assicura, sarà aiutato a trovare lavoro per mezzo di una riforma del sistema educativo, con maggiori disponibilità di forme di sostegno, compreso il supporto per la salute mentale. Il governo costruirà più case popolari come “modo equo e sostenibile” per ridurre la spesa sociale. “Emanerò la mia prima direttiva - dice Burnham - per porre fine al fenomeno dei senzatetto nel nostro Paese”, in coerenza con quanto già fatto da sindaco di Manchester, dove i senza fissa dimora sono scesi dai 268 del 2017 a 90 nel 2021, per poi risalire, però, a 197 nel 2025, secondo i dati del ministero per l'edilizia abitativa. Anche a livello nazionale, il numero di senzatetto che dormono in strada è aumentato negli ultimi anni, fino a raggiungere i 4.793 nell’autunno 2025, un record assoluto.
Pierpaolo Arzilla

