Si era già a lungo parlato, soprattutto in piena pandemia, dell’Olanda come “poliziotto cattivo” che piace alle multinazionali al punto da attirare capitali da tutto il mondo per un valore superiore a 5 volte il suo pil. Dopo la Brexit, molte società sono emigrate da Londra verso la piazza olandese, confermandola, con il Lussemburgo, l’Irlanda, Cipro, Malta, un paradiso fiscale nascosto. I Paesi Bassi potrebbero non essere noti come tale, tuttavia le loro regole rendono facile per le grandi multinazionali eludere il pagamento delle tasse nel paese europeo. Contattate dal giornalista, hanno ovviamente menato il can per l’aia. Anzi, per l’Aia. Da Airbus a Tesla: ecco le 15 più grandi aziende che usano i Paesi Bassi come paradiso fiscale risparmiando miliardi di euro in tasse negli ultimi anni, secondo un’inchiesta di Follow the Money condotta da Henk Willem Smits. Ftm ha esaminato le 15 maggiori multinazionali in base al fatturato dichiarato nei Paesi Bassi. Queste aziende da sole hanno convogliato 675 miliardi di euro attraverso il Paese tra il 2023 e il 2024, una cifra superiore al pil del Belgio o della Svezia, ad esempio. Fatte le dovute premesse contabili, stupisce che la medaglia d’oro del podio spetti niente di meno che a Stellantis, la più grande azienda presente nei Paesi Bassi in termini di fatturato. Stellantis Nv è una multinazionale automobilistica franco-italo-americana con sede a Lijnden, un villaggio di 865 abitanti nei pressi di Amsterdam, nonostante sia la maggiore compagnia nei Paesi Bassi in termini di fatturato (157 miliardi di euro). L’utile netto di questa società per azioni ammontava invece a 5,5 miliardi di euro nel 2024. Il recente report Fim-Cisl mostra come la produzione in Italia sia scesa ai minimi dal 1955 (-20%). Ma altrove Stellantis sa come compensare i costi con notevoli risparmi fiscali. E ora vediamo le altre 14 multinazionali. La sede centrale europea di Aramco si trova all’Aia dal 2009, dove i dipendenti sono responsabili di attività che vanno dalla gestione dei progetti e dagli sviluppi tecnologici agli affari legali. Per queste attività, l’entità olandese può addebitare una commissione alle società operative in altri Paesi, e tale denaro può quindi essere trasferito avanti e indietro esentasse. Alla richiesta di un commento, Aramco ha fatto riferimento al suo sito web. Airbus, produttore europeo di aeromobili e attrezzature per la difesa, ha stabilimenti in Germania, Francia e Spagna. La holding ha sede nei Paesi Bassi. Airbus è stata sospettata di aver pagato tangenti in 16 paesi tra il 2008 e il 2015. Le autorità giudiziarie olandesi, in generale, non perseguono casi di corruzione estera o riciclaggio di denaro perché l’azione penale non serve gli interessi olandesi. Ecco perché non sono stati i Paesi Bassi, ma Francia, Regno Unito e Stati Uniti a scoprire la corruzione e a imporre un accordo di 3,6 miliardi di euro. Sabic International Holdings è la filiale olandese della società petrolchimica saudita, registrata a Sittard. Sabic è posseduta al 70% dalla compagnia petrolifera statale Aramco. Otra fa parte della francese Sonepar, un grossista specializzato in apparecchiature elettriche per le aziende. Le azioni detenute nei Paesi Bassi sono state successivamente trasferite alla divisione francese, secondo il rapporto annuale. Otra ha fatturato circa 9 miliardi di euro nel 2024, esentasse nei Paesi Bassi. Viterra è originariamente un’azienda canadese di commercio di cereali, ora di proprietà della società commerciale svizzera Glencore. La scorsa estate, Viterra si è fusa con la società di settore Bunge, il che significa che Viterra potrebbe non comparire più nella lista l’anno prossimo. Bunge ha rifiutato di rispondere alle domande di Ftm, sostenendo di avere sede a Ginevra. E veniamo alla tanto citata Tesla, che ha stabilito la sua sede centrale europea ad Amsterdam nel 2013 e ha sollevato preoccupazioni riguardo alla sua struttura fiscale. Non è ancora disponibile il bilancio annuale 2024. La holding di Huawei nei Paesi Bassi comprende 16 filiali sparse in tutto il mondo. La struttura con cui Huawei è stata costituita nei Paesi Bassi era “una forma giuridica consolidata e comunemente utilizzata sia dalle aziende internazionali che da quelle locali nei Paesi Bassi”, ha affermato un portavoce dell’azienda, aggiungendo che la filiale olandese di Huawei “opera in conformità con le leggi e i regolamenti olandesi”. Vi piace ancora montare i mobili? Bene. Inter Ikea Systems, una controllata di Inter Ikea Holding, detiene la proprietà intellettuale del negozio di arredamento. Possiede un solo negozio a Delft (oltre ad alcuni nei Paesi Baltici): tutti gli altri negozi sono in franchising, e devono pagare royalties a Delft per l’utilizzo del marchio e del concept del negozio. Le royalties possono entrare e uscire dai Paesi Bassi esenti da imposte. La Commissione Europea sospetta che, attraverso tale schema, Ikea possa anche aver effettivamente ricevuto aiuti di Stato dai Paesi Bassi. Per questo motivo, Bruxelles ha avviato un’indagine nel 2017 e l’ha ampliata nel 2020. L’indagine è in corso. Originariamente svedese, Ikea è olandese dal 1982. Dal 2023, Inter Ikea è di proprietà di una fondazione di recente costituzione in Liechtenstein. Davvero pensavate che i consulenti fossero gnomi nelle foreste svedesi? La società di ingegneria Slb, che fornisce servizi all’industria petrolifera e del gas, era precedentemente quotata come Schlumberger Limited Dutch Branch. L’azienda è stata fondata a Curaçao, ma le funzioni esecutive vengono svolte dall’Aia. L’azienda, che opera in oltre 100 paesi, è di proprietà della famiglia francese Coste ed è gestita da Bertrand Coste. Perseus Holding è una holding - una società che detiene azioni di un’altra società - del gigante informatico Hewlett-Packard (Hp) e ha 88 filiali in tutto il mondo. Una parte significativa delle attività di Hp al di fuori degli Stati Uniti è gestita tramite questa società. La società madre ha sede a Singapore. Perseus Holding paga royalties sostanziali a entità all’interno della stessa multinazionale, la cui sede non è indicata nei bilanci annuali. Nel 2022, ha pagato royalties per 2,2 miliardi di dollari e 1,5 miliardi di dollari nel 2023. Nel 2023, ha pagato un’aliquota fiscale effettiva dell’11%. Pharmaceuticals International è la holding del gigante farmaceutico Pfizer, che copre tutte le attività al di fuori degli Stati Uniti e ha 190 filiali in 165 paesi. Poiché i partner hanno sede nel paradiso fiscale del Delaware, sono soggetti a imposta lì e non nei Paesi Bassi. Secondo i suoi rapporti annuali, Pfizer utilizza anche entità a Singapore e Porto Rico. Un portavoce di Pfizer ha affermato che l’azienda rispetta la legge in tutti i paesi in cui opera. Ingka Holding è il più grande franchisee di Ikea e possiede 411 negozi in tutto il mondo, il che significa che Ikea compare due volte in questa lista, sebbene Ingka, con sede a Leida, sia un’azienda diversa da Inter Ikea di Delft. Ingka Holding è di proprietà della Fondazione Ingka. I proventi della Fondazione Ingka, a loro volta, vanno alla Fondazione Ikea. L’azienda olandese Dell Global ha 27 filiali in tutto il mondo, che vendono pc e laptop relativamente economici. L’azienda olandese trasferisce i propri redditi a Singapore, dove è soggetta a un regime fiscale speciale. Poiché l’azienda è soggetta a imposta lì, può usufruire dell’esenzione dalla partecipazione e non è tassata nei Paesi Bassi. L’aliquota fiscale effettiva per il 2024 era superiore al 13%. Si tratta di un valore notevolmente superiore rispetto al 2022, quando era solo del 3%. Un portavoce di Dell ha affermato che l’aliquota fiscale effettiva potrebbe variare per diversi motivi e si è rifiutato di commentare le singole società all’interno della sua struttura societaria. Louis Dreyfus, fondata in Francia nel 1851, è il più grande commerciante di cereali al mondo e commercia anche prodotti agricoli come mangimi, caffè, cotone, semi oleosi, riso e zucchero. Louis Dreyfus utilizza i Paesi Bassi per emettere obbligazioni, tra le altre cose. La holding, che impiega due persone, ha un fatturato di 679 milioni di euro. Questi ricavi sono in gran parte esenti dall’imposta sulle società olandesi.
Raffaella Vitulano

